venerdì 31 agosto 2012

Alla ricerca di ciò che rende felice il nostro io

La libertà, come esperienza della soddisfazione e della corrispondenza,
 inizia come percezione della realtà non incussa, cioè non determinata
da altri. In noi nasce l'esigenza di un paragone tra un'energia che
abbiamo in noi e ciò che ci viene incontro.
Lo sviluppo compiuto di tale paragone si chiama
g i u d i z i o.
Ciò che nella percezione determinata dal cuore è soltanto un inizio
viene adeguatamente svolto e stabilmente articolato nel giudizio.
Il giudizio è frutto di un lavoro, non di immediatezza e casualità.
Il lavoro che porta al giudizio implica soprattutto una continuità
del paragone tra quello in cui l'uomo si imbatte e il cuore.
Questo paragone, da una dimensione di percezione immediata,
deve articolarsi in giudizio e diventare stablile in una dimensione di
coscienza.






29 commenti:

  1. La libertà è innanzitutto capacità di una percezione che nasca da di dentro, determinata da qualcosa che suscita l'interesse dell'io: quel complesso di esigenze e di evidenze che costituiscono il volto originale dell'io, la struttura dell'umana natura. Tale percezione istituisce un paragone tra ciò in cui l'io si imbatte e ciò che lo costituisce originariamente. E' questo paragone che dà all'uomo la possibilità di cercare la soddisfazione. La percezione che coinvolge l'io è l'inizio della liberazione, perché è l'inizio della ricerca di un modo di rapporto con la realtà che soddisfi, cioè corrisponda, risponda a ciò che pre-occupa l'io, a ciò che teologicamente si chiama cuore.

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    1. Ma come devo fare con te?
      Confondi l'IO con il SE.

      E SE questo DIO fosse malvagio? Che ci impone la sudditanza in varie forme, fino a farci capire che la nostra VITA LIBERA è pari a quella di un canarino NATO in gabbia ... o anche di un CANE che deve servire il PADRONE. Come ti porresti nei suoi riguardi?
      Lo so che si potrebbe anche ESSERE liberi come un MONACO di CLAUSURA, ma CHI DECIDE?

      Ti va di VENIRE con me al LIMITE delle PRO-POSIZIONI, OP-POSIZIONI e RI-POSIZIONI?

      O ti scandalizzi se ti faccio vedere un DIO antico?

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    2. Ho parlato d'altro. L'io cerca nella realtà ciò che lo rende felice. C'è un inizio, una simpatia da verificare giorno dopo giorno. Questo ti porta a scoprire che il dio che ti attrae e ti indica un modo di vivere è quello che cercavi.

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    3. Ti vuoi salvare in CORNER?
      Non sai che bisogna ... BATTERLO?

      Vuoi che ritpoti ad un POSTo pre-CEDENTE?

      VIENI

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    4. Quando un uomo è contento di essere coerente,
      quando si gonfia in un "voglio essere coerente"
      è distorto, perché afferma se stesso,
      e perciò può addirittura commettere
      un errore più grave di quello che commetterebbe
      non essendo coerente: l'orgoglio di sé (cercalo)

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    5. La coerenza non si afferma a parole. La coerenza è un fatto che accade in ogni momento della tua vita.
      Chi dichiara di esere coerente ha smesso di camminare da molto tempo.

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    6. Forse hai bisogno della PENIchella.
      Gesù UOMO era coerente?
      Almeno nel MOMENTO!
      UMILTA' è ANCHE dire IO POSSO ... anche se poi uno più FORTE di te te lo IMPEDISCE ... o anche te lo IMPONE.

      Io mi vanto della SUA COERENZA, per il resto IO SONO ... parole QUI.
      Nella MIA VITA TERRENA cerco di INCARNARE queste SUE PAROLE.

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    7. Ma solo perchè le HO VISTE all'OPERA.

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  2. Noi non abbiamo la fede di Gesù. Noi ogni giorno dobbiamo affrontare il paragone tra quello che cerca il mio io e quello che ho scelto. Il tutto avviene tramite un giudizio.

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    1. NOI?
      Io faccio parte del tuo VOI!

      Il MIO NOI è:

      in Marco 10,28 e 33
      e soprattutto in Giovanni 3,11

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  3. Scusate ma non riesco più a seguirvi,troppo complicato per me.
    Buon pomeriggio!

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    1. ECCO! Questa è una forma di COERENZA VERA e UMILE.

      Eppure sono sicuro che chi non è indottrinato riuscirebbe a COMPRENDERE MEGLIO, GIUDICANDO BENISSIMO.

      Per questo gli apostoli riuscivano di più a ... MASTICARLO.

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    2. Nemmeno io capisco cosa stia contestando Angelo. Lui si diverte così.
      Ciao Gioia.

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    3. Diverte?
      Mi vedi sorridere?
      Ora di certo mi si è oscurato il volto.
      OK, ti lascio alla TUA PACE.
      Forse il problema sono PROPRIO IO.

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    4. Non sei un problema.

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  4. passo per un saluto e non entro nel dibattito troppo complicato per una semplice anima come me . ciao Gus!

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    1. Grazie Fiore. Non è complicato.
      Come accade all'eremita di Victor Hugo, che si alza al mattino presto e alla luce di una candela inizia la nuova giornata nell'oscurità ancora invadente della notte. Man mano che il sole appare all'orizzonte, l'arco del cielo si incendia di luce, analogamente a come il cuore dell'eremita si fa luce attraverso la meditazione.
      Ma meditare che cosa vuol dire se non situare le cose al loro posto? La somma dignità dell'uomo sta infatti nella percezione, nel riconoscimento e nell'affermazione dell'esistenza del significato ultimo della realtà.

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  5. Carlo Maria Martini: un Principe della Chiesa.


    Nel suo libro Le ragioni del credere, Martini afferma che:




    « Secondo le statistiche il numero di coloro che frequentano regolarmente la messa alla domenica è ridotto. L’influenza pubblica dei pronunciamenti della Chiesa è scarsa, soprattutto sul terreno morale. Pochissimi sono i cristiani che, nelle parrocchie e nei gruppi, si impegnano veramente a testimoniare il Vangelo e non pochi sono oggi coloro che non cercano nel cristianesimo ma altrove una risposta alle loro domande di senso. Definirei in ogni caso la nostra situazione di Chiesa come quella di una minoranza impegnata e motivata che porta il peso di una maggioranza che compie talvolta qualche gesto religioso per abitudine e non per convinzione profonda e personale »

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  6. Cercare cercare cercare. Qual'è il giusto posto delle cose? come facciamo a saperlo?
    Ti seguo e poi mi confondo. Aiuto!
    Ciao Gus

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  7. Mettere a posto le cose significa capirne il significato. La nostra vita, i nostri desideri, le nostre scelte, prendere coscienza del bene e del male, della realtà come mistero.

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    1. Peccato che il mio posto è diverso dal tuo ... molto distante ... come due posti pre-NOTATI in ritardo.

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    2. I posti non si prenotano. Verranno assegnati quando tornerà per l'ultima volta sulla Terra.

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  8. All’inizio delle sue Confessioni Sant'Agostino afferma che l’uomo è stato “fatto” come un rapporto vivente con Chi lo ha creato, e che il segno più eloquente di questo rapporto è l’inquietudine del suo cuore: «inquietum est cor nostrum donec requiescat in te», il nostro cuore è inquieto fin quando non arrivi a riposare in Te, cioè fin quando non trovi la sua soddisfazione in Dio, Colui a cui Agostino dà il nome “Tu”.
    Ciao Ge.

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    1. Gus...mio maestro. Grazie! buonagiornata e auguro pace al tuo cuore, il mio la cerca ripetutamente.

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    2. Sì, abbiamo tutti bisogno di pace.
      Grazie Ge.

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    3. Sei un maestro?
      Su che cattedra?

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  9. Gus, questa frase di Sant'Agostino la sento mia, quell'inquietudine del cuore che trova pace solo in lui.

    Carlo Maria Martini, l' uomo del dialogo, ho letto un suo libro sulla spiritualità, e altri sulla meditazioni al Vangelo.
    Veramente un grande uomo!
    Ciao August, buonanotte!

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    1. Arrivare a riposare in Lui è difficilissimo.
      L'inquietitudine è il segno inequivocabile che l'amore c'è ma deve diventare un abbandono completo.
      Martini era amato da tutti. Qualche problema l'ha avuto nella sua Chiesa. A volte non basta essere un Principe.
      Ciao Gioia.

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