lunedì 16 luglio 2012

Senza gratitudine non si arriva a Cristo








La partenza di ogni nostro passo non può che essere
una gratitudine.
Senza gratitudine infatti non si può partire per nulla,
non c'è suggerimento, fascino, attrattiva e
quindi possibilità di connessione reale
con le cose.
Ma la vera gratitudine, o la verità della gratitudine,
riguarda il principio di tutto,
riguarda il nesso fra il Mistero e noi.
La fragilità nell'impatto con la realtà,
che può oscurare gli occhi
 nel guardare e infiacchire
la forza del volere nell'aderire,
ha una sorgente di riparo e di aiuto:
è la grazia di Cristo.











20 commenti:

  1. Qualsiasi discorso tra l'uomo e il Mistero non può prescindere dalla gratitudine.
    La gratitudine ha un nome storico. Gesù Cristo. In noi e tra di noi c'è un germe di diversità, ignoto alla gran parte di coloro che ci circondano: è il germe della fede, della presenza e della carità, cioè il germe dello sguardo e del sentimento di Cristo.

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  2. L'evento reale è Cristo, il Verbo della vita che si è fatto carne e bussa alla porta della nostra esistenza. E di questo dobbiamo esserne grati.

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  3. Non dimentichiamoci CHI ci ha istradati nella CARNE, nutrendoci del SUO LATTE e che soffre con NOI ... temendo del nostro insuccesso.
    Il bivio è sempre lo stesso: Avere SUCCESSO tra gli UOMINI o tra i DeMoni.
    La sofferenza che i DeMoni non te lo riconoscono.
    SCOMPAIONO e basta dalla TUA VITA.
    Sembra stramo ma SERVONO ... almeno per capire da che parte NON ANDARE.
    Non è facile trasmettere dove si ABITA senza poter far vedere quello che si vede, sentire quello che si sente e toccare quello che si tocca.

    E' PRIVATO perchè LUI E' GELOSO per ognuno di NOI.

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    1. Geloso nel senso che quello che spetta a lui lo diamo agli altri e scegliamo la via sbagliata.

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    2. Leggendo di primo IMPATTO, ho capito:
      Geloso NEL SENSO che quello che spetta a lui lo diamo agli altri e scegliamo la via sbagliata.

      Perchè non hai scritto: Geloso PER che quello che spetta a lui lo diamo agli altri e scegliamo la via sbagliata.

      Molte volte ho dato al mio prossimo quello che volevo dare a LUI ... ritrovandomi nella VIA ... sbagliata.
      ma ho poi sempre SENTITO più FORTE LUI.

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    3. Dare al prossimo quello che Dio vuole che sia dato. E' difficilissimo, perché, a volte, al prossimo diamo quello che cerca e non quello che gli serve.

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    4. A CHI lo dici?
      A parole mi danno del rompicoglioni.
      Ai FATTI ... non vogliono il VEOR PANE e quando lo vorranno non troveranno il PANETTIERE.

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    5. Nessuno di noi rappresenta la Verità. Per questo farlo è un errore. L'approccio a un problema esige cautela e rispetto per gli altri. Tu non sei colui che viene nel nome del Signore. Nessuno di noi lo è.

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    6. Ma che dici?
      Ma ti rendi conto COSA dici?
      Si vede che studi senza capire, visto che i tuoi professori lo sono dallo stesso studio.
      STUDIA, studia, mentre gli ultimi ti passano avanti.
      Gli ultimi sono i pagani e i primi gli ebrei.
      Poi tra questi ci sono gli ultimi ultimi e i primi primi.
      TUTTI DOVREMMO ACCOGLIERE nel NOME del SIGNORE ... il nostro PROSSIMO ... qualunque EGLI SIA.
      Ma che dici!
      E' troppo questa tua pro-vocazione!
      ANNULLA tutte le altre.
      Vabbè!
      ME LA MERITO!

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    7. Dovremmo venire nel nome delo Signore. Forse solo i Santi, i Santi veri, ci riesono. Noi, assolutamente no.

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    8. La tua umiltà è troppo tiepida per i miei gusti.
      I Santi o SONO stati CALDI o addirittura FREDDI e difficilmente riconosciuti dagli SCRIBI e Farisei di ogni tempo.

      la gente comune, i SENZA NOME, in VECE, li hanno RICONOSCIUTI, forse TRADITI, ma solo nel tempo della LORO VITA terrena e MAI quando il SANTO ha LASCIATO SPAZIO a LORO.

      Devo ancora leggere le SCRITTURE del GIORNO per capire COSA vuole dirmi e NUTRIRMI OGGI.

      CIAO.

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  4. Noi non riusciamo in nulla senza la grazia di Dio, questa è la premessa

    La gratitudine è un senso di riconoscenza e di gioia per avere ricevuto un dono, indipendentemente dal fatto che questo sia stato tangibile o meno. E’ un modo di sentire che ci porta a desiderare esattamente ciò che abbiamo
    La nostra vita è il più grande dono, e dobbiamo avere gratitudine , verso Dio . Saper ringraziare ci innalza e ci eleva perché è una forma di riconoscenza che sgorga dal cuore, quando d’improvviso, come in seguito ad una folgorazione, prendiamo atto che noi siamo frutto di una sorta di ‘miracolo’, che si rinnova costantemente, istante dopo istante.
    La gratitudine ci richiama alle nostre responsabilità, perché siamo innestati in un progetto grande che coinvolge tutti, e siamo chiamati a collaborare attivamente.

    Ciao August!
    Grazie

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    1. La gratitudine per la nostra stoltezza. Enorme.
      Ciao Gioia.

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  5. Sì rcomincia con la pantomina?

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  6. Mi scusi la scurrilità Gus ma che facce di culo!! E tu, faccioneee!
    Siete sicuri VOI di stare bene? O sono solo io che vedo un film dell'orrore?? Ditemi di sì!
    Cerca di condurre le tue pecorelle all' ovile!!
    Tra passeri, pene, quello che l'ha duro,baci e puttane, evitando le "sparate" di Angelo...(è geloso) vi dico andare a confessarvi! E subito!!!
    Io sono andata ieri!
    Vergogna!! Fai bene a tenere la moderazione! ^___________^ Solo i miei pubblicavi eh?

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  7. Bellissime parole di speranza,ma io comprendo il Mistero.
    Felice giornata,fulvio

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  8. Sara ne sta dicendo di cotte e di crude, ma nel suo blog,tipo che noi ci passiamo i premi a pagamento,ecc,ecc.
    non pubblicare

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  9. E' eccessivo usare le parole di un Salmo per dirti che...
    "...Quando le tue parole mi vennero incontro, le divorai con avidità..."?Hai trascorso una bella giornata ieri? Spero di sì. Ciao Gus.

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    1. Praticamente hai descritto quello che mi succede quando ti leggo.
      Ciao Lucia.

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