sabato 7 luglio 2012

Far diventare uguale la faccia di tutti




l'io generato dalla violenza è definito dalla reattività
che lo rende meschino, lo convoglia nel particolare
che più lo sollecita, entro cui ha l'illusione di autogovernarsi.
La violenza attuale si scopre in tutta la sua
macroscopicità e grossonalità in quel fenomeno del Potere
che è il governo generale e capillare dell'umanità reattiva.
Attraverso la conduzione della reattività si cerca di
far diventare uguale la faccia di tutti.
Si tratta del processo di omogolazione ampiamente previsto
dall'intellettuale P.P.Pasolini.
Benson ne "Il padrone del mondo" non arriva a questa
immaginazione, cui invece giunge Huxley, con "Il mondo nuovo".
L'uomo sogna di stare benissimo in questa palude omologante,
ma non può evitare l'insorgere dal profondo di uno strano malessere,
che possiamo definire come un'anoressia dell'umano:
l'uomo non ha più voglia di vivere.














10 commenti:

  1. 'L'anoressia dell'umano' merita sempre un 10 pieno. E' la migliore definizione della deriva omologante.

    RispondiElimina
  2. Non so se l'uomo non ha più voglia di vivere, quello che ho notato e vedo è che non crede più in niente ,in nessuno, neanche in se stesso, e cosa tristissima quando incontra qualcosa di semplice e bello cerca di distruggerlo. Ma c'è qualcuno che ancora resiste a tutto questo, all'omologazione, al negativo, al vuoto ,voglio credere che c'è ancora qualcuno gus che riesce a vedere veramente e vivere pienamente anche di cose credute passate, insignificanti, inutili.La gente non sa riconoscere più il sorriso, la buona fede, fraintende i gesti e le parole. Quanta confusione e dolore,quanta paura.

    RispondiElimina
  3. Le cose meschine hanno un fascino.
    Il potere esalta questa meschinità e la rende contenuto della sua cultura.
    L'esaltazione che il mondo fa del meschino finisce sempre in catastrofe.
    O personale ( la distruzione dell'io) o collettiva.

    RispondiElimina
  4. Non stiamo assecondando le esigenze primarie dell'io. Il desiderio di amare e di essere amati.

    RispondiElimina
  5. L'uomo pensa di realizzare i propri ideali, ma in effetti è solo un sogno.
    Non percepisce la realtà, il vero, il bello.

    RispondiElimina
  6. L'offerta è una tavola imbandita che offre coreografiche ed elaborate squisitezze, con cibi che sembrano a portata di mano ma in realtà costano tantissimo in termini fisici e psicologici. Quel di cui avremmmo bisogno è semplicemente pane e olio ma il desiderio indotto ci fa sentire tesi verso l'apparente varietà di offerta. E mischi un pasticcino ad una tartina, aggiungi uno shakerato E123, ripassi al tavolo per una meringa e poi ti dai del coglione per la nausa alllo stomaco. Se l'anoressia psicologica fosse un segno del percorso verso un rifiuto -nausea- potrebbe essere anche un passaggio auspicabile. Mi passa l'appetito verso qualcosa che non nutre -né spirito né corpo-. Ma dove si trova pane e olio, amici?

    RispondiElimina
  7. Io posso dirti dove si trova il pane e il vino, che sono cibo dell'anima e del corpo:

    L'eucarestia infiamma talmente l'uomo
    che lo fa uscire da sè
    e lo fa giungere al punto
    di non vedere più sè per sè
    ma se stesso per Dio
    e Dio per Dio
    e il prossimo per Dio.

    Santa Caterina da Siena.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, è vero, ma dobbiamo tornare all'essenziale per accogliere il corpo e il sangue di Cristo.

      Elimina
  8. Il discorso qui si fa proprio serio.L'uomo percepisce se c'è un'umanità nuova. Quest'imbattersi della persona in una diversa umanità è qualcosa che immediatamente ti fa chiedere: "Cosa c'è di diverso in questo sguardo che non ha bisogno di essere spiegato ma solo di essere visto. Che suscita stupore, che costituisce un richiamo.Esempio: l'ho vissuto proprio ieri sera, primo venerdì del mese. Prima di entrare in chiesa mi sono fermata con dei ragazzini che, sul piazzale della Chiesa, giocavano chiassosamente al pallone disturbando la funzione religiosa. Una mia amica, col marito, li stava rimproverando appunto perchè troppo vivaci, anche nelle esclamazioni gioiose (?)
    Loro rispondevano che non avevano nessuna intenzione di smettere...
    Io mi sono avvicinata e tranquillamente sorridendo ho detto loro che sarei entrata in Chiesa e che avrei pregato proprio per loro.
    Il mio Angelo mi ha dato una mano...perchè silenziosamente se ne sono andati!Probabilmente se ne sarebbero andati comunque, mi piace pensare di averli stupiti con la mia calma.
    Forse non ho compreso appieno l'argomento, ma parlavi di realtà, di vero e di bello che non sempre si coglie! Notte Gus buona domenica!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La prossima volta farai entrare i bambini nella chiesa perché hai capito l'approccio giusto verso gli altri.
      'notte, Lucia.

      Elimina