martedì 10 luglio 2012

Contro il potere e difesa della identità personale


Ognuno di noi porta nel giudizio sul passato
 e sul presente le sue idee,

i suoi valori, i suoi giudizi e pregiudizi,

come impronte.

Tanto più queste impronte spalancano il desiderio

di conoscere, tanto più noi siamo disposti

a cambiare.

Non accettiamo il livellamento proposto dal Potere

che ci vorrebbe tutti uguali e ignoranti.

Cerchiamo di amare le cose difficili che ci

indicano strade tortuose.

Perché andare controcorrente non è facile ma chi
 riesce

a farlo prova una gioia immensa.








12 commenti:

  1. Andare controcorrente, saper pensare con la propria testa, non è facile, e non è facile essere sempre coerenti con se stessi... a volte sembra molto più allettante farsi trascinare dalla corrente del pensiero di massa. Però se si riesce ad essere onesti con se stessi e a difendere la propria identità, alla fine ci sente molto meglio e in pace.

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  2. L'intellettuale è colui che, in un corpo a corpo tra esistenza e idealità, rischia un giudizio storico calato nella vita del proprio Paese.
    Un giudizio che quando è autentico confina l'intellettuale in una scomoda solitudine.
    Intellettuali sono stati Gobetti, Gramsci, Testori e Pasolini.
    Pasolini è il grande diagnostico della rivoluzione antropologica in Italia, quella rivoluzione per cui dalla metà degli anni 50 alla metà degli anni 60 avviene un passaggio velocissimo da un mondo tradizionale fondato su una concezione umanistica e solidale a un altro in cui trionfano egoismo, apparenza, vuoto morale.
    E' il mondo del Nuovo Potere che nella sua ingannevole tolleranza persegue un'omologazione generalizzata.

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  3. Il potere, nella sua realtà storico-politica, mostra una radicale inimicizia verso il senso religioso. E' questa inimicizia che dobbiamo contestare. D'altra parte il potere, attraverso gli strumenti d'invasione della coscienza, non può non cercare di omologare valori e atteggiamenti che gli consentano di mantenere lo statu quo e perpetuare il suo dominio. Gli intendimenti del potere non hanno senso religioso e forse nemmeno etico, né un principio di autolimitazione del potere stesso, né l'apertura all'aiuto di un fattore più grande, cioè la fede. Ma lo stato ateo non esiste. Se non fa riferimento ad un principio che lo trascende e che quindi pone ad esso dei limiti, lo stato tende per sua natura ad attribuirsi una dimensione divina.

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  4. Certe volte mi chiedo se ne valga proprio la pena. Non stanno forse meglio coloro che passano senza lasciare impronte e, o, fregandosene del segno che di loro rimane? per procedere controcorrente si fatica enormemente a raggiungere la meta, rispetto a chi, seguendo il flusso generalista può permettersi di lasciarsi andare a galla facendo il morto.
    Ciao, Gus.

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    1. Ge, è gente che vive senza capire il significato della vita. Al nostro fianco vivono generazioni mute che attraversano in silenzio la vita. E' questo l'esito dell'azione omologante e pianificante del Potere, di un Potere che si concepisce senza confini.

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  5. ops! non avevo letto il tuo primo commento...

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  6. Dostoevskij diceva: "L'ape conosce la formula del suo alveare, la formica del suo formicaio, ma l'uomo non conosce la propria formula." Perchè la formula dell'uomo è il rapporto libero con l'infinito. Amo il mio desiderio di vivere intensamente il reale, senza rinnegare nulla. (ho il cervello che fuma!)Ciao Gus!

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    1. Dosto, ha capito tutto, e non oggi, ma prima che iniziasse lo scivolamento morale, la deriva omologante imposta dal potere.
      Ciao.

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  7. Un altro post fatto per me (sono diventata presuntuosa, chiedo scusa).
    Il mio desiderio di conoscere, di cambiare, di migliorarmi si fa sempre più sentire in questo ultimo periodo della mia vita. La consapevolezza che sono diventata più forte, mi aiuta ad andare controcorrente, anche se la stessa (consapevolezza) mi fa capire che il mio percorso sta diventando difficile ed ammetto pubblicamente che tu mi stai aiutando con i tuoi post. Ultimamente mi sento in pace che ammettere ciò che provo è diventato facile.
    Abbraccio Gus

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    1. Cambiare e migliorarmi: io conosco bene solo Cristo.
      Abbraccio.

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    2. Vero, approvo, ma perchè hai messo l'etichetta filosofia a questo post se limiti la tua conoscenza massima solo a Cristo? Parlando di Pasolini, Gobetti che tanto religiosi non erano? In fondo anche loro contribuiscono ad un miglioramento o no?

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    3. Il cambiamento decisivo è Cristo. Pasolini e Gobetti non sono cambiati, anche se riconosco che erano grandi intellettuali.
      Ciao.

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