venerdì 29 giugno 2012

Una società immersa nell'esistente




La domanda di Dostoevskij:
"Un europeo dei nostri giorni, un uomo colto, può credere davvero in Cristo?".
Io rispondo sì.
Cristo è un forte elemento di contraddizione rispetto all'esistente. Siamo sempre di più una società immersa nell'esistente, condizionata dall'esistente: ormai è l'unico orizzonte della vita individuale e collettiva. Qualcosa che faccia alzare lo sguardo e porti il cuore da un'altra parte è un salutare elemento di contraddizione. Sposta l'orizzonte di pensiero e di creazione. Ne abbiamo bisogno sempre di più.





19 commenti:

  1. Il non voler riconoscere di crederci è il vero, grande problema.

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  2. Credere obbliga l'uomo ad accettare una dipendenza.
    L'obbedienza è il sacrificio più grande che si possa chiedere ad un essere umano.

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  3. Il trascendente è un'esigenza primaria del nostro io. Il fatto è che il quotidiano si presenta come obiezione a quello che siamo. Sorge il dubio e si cede al compromesso. E la fede non cresce più.

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  4. "Sposta l'orizzonte di pensiero e di creazione. Ne abbiamo bisogno sempre di più."
    Ne sono più che convinto.

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  5. Portare lo sguardo in Alto e con esso il pensiero e il cuore. Chi ha conosciuto Cristo non ne può fare a meno. Anche se Cristo non basta conoscerlo. Bisogna frequentarlo.

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    1. Io ti rispondo, che Cristo non basta conoscerlo ma...frequentarlo.
      Frequentarlo, non basta, bisogna asoltarlo, ascoltare il suo grande messaggio rivoluzionario.
      Porgi l'altra guancia,ama chi non ti ama, se hai qualcosa contro il tuo prossimo, lascia l'offerta all'altare e vai a rappacificarti,sii servo, che poi si traduce in :"Ama il prossimo tuo come te stesso"
      Ami te stesso?, oppure tutto ciò che fai e per esaudire ogni desiderio puramente egoistico?
      Se ti ami, ti liberi da ogni schiavitù che ti vincola.
      Ciao August

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  6. L'immagine è tratta dal film: Mishima, a Life in Four Chapters.

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  7. Dostoevskij non smette mai di sperare che l'uomo, qualsiasi uomo, mostri il Cristo che ha in sè.
    Ciao Gus.

    Tat'jana Kasatkina ha scritto (è il libro del mese) "Dal paradiso all'inferno" e parla appunto di Dostoevskij e delle sue opere.

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    1. Dostoevskij, alterna la speranza e lo smarrimento.
      Tat'jana Kasatkina lo conosce benissimo.
      Ciao Lucia.

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  8. Come stai Gus? Sei a pezzi vero?
    Oggi mi sono successe due cose orribili! :(
    Che Dio guardi giù...ma veramente però!
    Ciao :(

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  9. "Dostoevskij parla dell’uomo all’uomo, affascina e impaurisce proprio perché raggiunge il mistero insondabile del suo essere una creatura aperta al bene e al male con un’ampiezza che va dal paradiso all’inferno".
    Si, lei sicuramente lo conosceva bene! Una critica..letteraria vuoi mettere?
    ..Ma libri un pochino più.."rilassanti" no vero?
    Leggi "il libraio annuvolato" è.. semplicemente bello!

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  10. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  11. Il credere implica obbedienza che spesso è difficile osservare. Per questo si preferisce non credere. Per poter esser liberi (almeno si crede di essere liberi)...E qui subentra il concetto che ognuno ha di libertà

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    1. E' questione di fede. L'obbedienza è un'amicizia.
      Ciao Annamaria.

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  12. Condivido pienamente Gus! ciao

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la paranoia è un disturbo della personalità