martedì 12 giugno 2012

Parliamo della Chiesa



Se la Chiesa dice di sé: io sono una realtà fatta da uomini,
 che veicola qualcosa di eccezionale, cioè il divino,
 non la si può giudicare nel suo valore profondo elencando
 i delitti e le ristrettezze degli uomini che fanno parte della Chiesa stessa.
Al contrario, se nella definizione di Chiesa entra l'umano
 come veicolo scelto dal divino per manifestarsi,
in tale definizione potenzialmente entrano anche quei delitti.
Ciò che intendo dire è che nefandezze e angustie
 non costituiscono materiale di giudizio sulla verità della Chiesa.
La Chiesa, secondo i Vangeli, è stata voluta da Cristo
 che ha indicato in Pietro l'uomo designato.
Cristo conosceva i difetti di Pietro.
  Sapeva anche che lo avrebbe rinnegato per viltà.
 I difetti ci saranno sempre e comunque.
Allora scegliere di fissare lo sguardo su di essi
 è un modo fatale per scegliere di non guardare i valori.
Un alibi per non aderire mai, per non dover mai cambiare se stessi.

19 commenti:

  1. La Chiesa è il prolungamento di Cristo nella storia, nel tempo e nello spazio. Ed essendo tale prolungamento, è in essa la modalità con cui Cristo continua ad essere particolarmente presente nella storia, e dunque essa è metodo con cui lo Spirito di Cristo mobilita il mondo verso la verità, la giustizia, la felicità.

    La parola Chiesa indica un fenomeno storico il cui unico significato consiste nell'essere per l'uomo la possibilità di raggiungere la certezza su Cristo, nell'essere insomma la risposta a questa domanda: «Io, che vengo il giorno dopo quello in cui Cristo se ne è andato, come faccio a sapere se veramente si tratta di Qualcosa che sommamente mi interessa, e come faccio a saperlo con ragionevole sicurezza?... Questo problema è il cuore di ciò che si chiama storicamente Chiesa».

    Di che cosa è fatta la Chiesa di Dio? Di uomini convocati.

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  2. Gus, un tema molto discutibile per credenti e non....Gesù Cristo ha donato la Sua vita per la salvezza del mondo...ma noi cosa facciamo per LUI?

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    1. Non lo so, Simonetta (?). Dipende da cosa vuole gesù da noi.

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  3. ...Solo il destino porta con sè un senso auto ironico del vivere, e se esiste davvero un Dio spero che sia nella comprensione totale e in quella irreversibile..."fantasia" che ci creiamo tutti noi pur di vivere meglio... o peggio che si può!
    Dio buono e misericordioso,.. ma tutto ha un limite!

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    1. Sara,è impossibile comprendere Dio. Per questo la sua voltà è chiamata "Mistero".

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  4. Confesso che anche io ce l'ho un pò sulla chiesa come istituzione, come organismo fatto di uomini, ma quando poi penso a lei come veicolo per arrivare a Dio, l'arrabbiatura mi passa e torno ad essere in pace...
    Bel post caro amico, mi piace proprio...Posso ricopiarlo nel mio blog, per rileggerlo quando mi va?

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    1. AnnaMaria, Luigi Giussani ha scritto tre libri sulla Chiesa. Vale la pena leggerli.
      Ciao.

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    2. Ok, ma tu non hai risposto alla mia domanda ...posso ricopiarlo ed incollarlo nel mio blog?

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    3. Non dovevi nemmeno chiederlo.

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  5. "Cristo conosceva i difetti di Pietro" conosceva i difetti dell'uomo.
    Se nonostante ciò, ha così proceduto,è perchè ama l'uomo così com'è.
    Cioè, capace di mettersi in cammino per crescere, migliorarsi, cercando di essere fedele, pur nella caducità, affidarsi alla grande misericordia che Dio ha per noi.

    Un padre o una madre, se sanno che il proprio figlio è fragile,facilmente influenzabile dalle attrattive della vita mondana, e dalle superficialità, forse lo amano di meno?
    No di certo! ma cercano di rafforzarlo, dando responsabilità e sostenendolo nella caduta.

    Forse August, sono andata un po' fuori dal tuo seminato, ma questo è ciò che mi ha suscitato il tuo post!
    'notte August

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    1. Il problema non è la fragilità. Il problema è che abbiamo pochissima fede. Dio si è fatto Cristo per farci toccare con mano cosa può fare un uomo con una fede grande.
      Ciao Gioia.

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    2. Le parole di Daniela sono bellissime, così umanamente rapportate all'esperienza, spesso difficile e dolorosa, dei genitori.
      Spesso sento opporre, in modo superficiale e grossolano, i difetti e le colpe( molte, ahimé ) della chiesa alla mancanza di fede o, peggio, alla manifestazioni della fede altrui. Un alibi devastante per giustificare la propria posizione di comodo.

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    3. Senza la Chiesa Cristo sarebbe solo un personaggio (dubbio) storico, come Napoleone.
      Ma Napoleone può cambiare la vita di un uomo?

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  6. Si pochissima fede!...ma tanta per certi versi!
    In effetti mi sono acconta che molti blog...cattolici sono spariti!
    ...che siano alla ricerca della vera verità? Mi chiedo!

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  8. Giù nel profondo
    sono interrato;
    per questo i miei fiori
    son belli tondi.

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  9. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  10. Una bella riflessione, semplice ed essenziale.
    Era da tempo che anche io mi ero riproposto di fare un post su ciò, ma poi il cosiddetto tempo, le faccende che si accavallano me lo hanno fatto sfuggire.

    Molti si aspettano dalle persone della Chiesa un comportamento sempre esemplare, santo, fuori dal mondo. Ma gli uomini non sono super eroi inesistenti nella realtà.
    Come San Paolo che racconta delle spine che ha nella carne, e il Signore gli dice «Ti basta la mia grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza».

    Quindi siamo sempre pronti a montare in superbia nell'accusare la Chiesa di questo e di quello. Poi pretendiamo il perdono dei nostri continui peccati... Siamo pronti a fare tutte le ubbidienze che ci vengono date, tranne quelle che non ci fanno comodo.

    Domenica don Walter aveva narrato durante l'omelia un episodio che gli aveva raccontato un cardinale, relativo a Giovanni Paolo II. Lo sintetizzo così: due sacerdoti stanno andando in udienza da dal Papa. Incontrano un barbone, che dice essere un prete che ha abbandonato l'abito. Giovanni Paolo II dice di mandarlo subito a chiamare. Il barbone non si trova più. Passa un mese, eccolo lì in piazza. Gli dicono che il Papa vuole incontrarlo. Lo portano su. Giovanni Paolo II vistolo gli si inginocchia davanti per farsi confessare.
    Don Walter domandò: «chi era tra i due il santo? Tutti e due».

    Grazie Gus delle riflessioni.

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