martedì 19 giugno 2012

Il ragionamento senza l'osservazione conduce all'errore






Nell'io interagiscono ragione e affettività alla ricerca di una comune soddisfazione. Questo è il senso del guardare, mentre il vedere è un segno dissociativo che trascina l'uomo verso una situazione di mera reattività agli stimoli esterni.

7 commenti:

  1. Nell'io interagiscono ragione e affettività alla ricerca di una comune soddisfazione. Questo è il senso del guardare, mentre il vedere è un segno dissociativo che trascina l'uomo verso una situazione di mera reattivita agli stimoli esterni.

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  2. Immanuel Kant distinse fra gli elementi sensibili e quelli del potere conoscitivo intellettuale e nell'opera "Critica della ragion pura" sosterrà: « Tutte le intuizioni, in quanto sensibili, riposano sull'affettività; i concetti, invece, su funzioni » (Analitica dei concetti, I, sez. I).

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  3. La libertà è innanzitutto capacità di una percezione che nasca da di dentro, determinata da qualcosa che suscita l'interesse dell'io: quel complesso di esigenze e di evidenze che costituiscono il volto originale dell'io, la struttura dell'umana natura.
    Tale percezione istituisce un paragone tra ciò in cui l'io si imbatte e ciò che lo costituisce originariamente.
    E' questo paragone che dà all'uomo la possibilità di cercare la soddisfazione.
    La percezione che coinvolge l'io è l'inizio della liberazione, perché è l'inizio della ricerca di un modo di rapporto con la realtà che soddisfi, cioè corrisponda, risponda a ciò che pre-occupa l'io.

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  4. Saper guardare oltre il visibile richiede esecizio di stile, l'emozione generatrice che conduce alla visione essenziale e profonda di ciò che disponiamo sotto il nostro sguardo, per la maggior parte di noi arriva solo dopo. Si può essere predisposti, questo sì, la natura ha dotato alcuni esseri umani di "occhi" speciali. Alcuni, non tutti.

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  5. La ragione in senso pieno può essere descritta come un guardare in opposizione al vedere.
    Il guardare è tutto quanto determinato da un'attrattiva, da una emozione, da uno stupore che fa muovere verso l'oggetto incontrato col desiderio di conoscerlo, disposti a tutto pur di conoscerlo.
    Il vedere, al contrario, indica, nell'ambito di questa opposizione, un rapporto alla realtà pre-giudicato,un preconcetto che genera schematizzazioni, irrigidimenti, riduzioni arbitrarie.
    Solo chi guarda coglie veramente il reale, cioè vede compiutamente e comprende.
    Lo sguardo della ragione riconosce il vero, cioè la corrispondenza tra quello che è proposto e il proprio cuore, tra quello che si incontra e si segue e la natura della propria persona.

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    1. E' molto bello ciò che hai scritto, e lo condivido, la differenza tra il "vedere" e il "guardare", come la differenza tra il "sentire" e l'ascoltare.
      Ma non trovo le parole esatte per commentarti, perchè praticamente hai detto tutto sull'argomento.

      S.Agostino: "So cos'è il tempo, ma se me lo chiedi non te lo so spiegare"
      Io sono quasi così!(almeno)
      ^^ Troppo alte per il mio livello di comprensione
      Ciao August1

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    2. No. Hai trovato le parole giuste. Ho dedicato molto tempo a questi concetti. Ma a te non sfugge l'essenziale.
      Ciao Gioia.

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