lunedì 11 giugno 2012

Dove e come si fa l'esperienza di un incontro?

Si incontra il Fatto cristiano imbattendosi in persone
che questo incontro hanno già compiuto e la cui vita
da esso, in qualche modo, è stata cambiata.
Quindi, il come è un impatto umano che accade:
una persona, un gruppo, una realtà sociale.
Il dove , invece, può essere ovunque, in qualsiasi posto.
Certo, non è un incontro sentir citare il Vangelo o
ascoltare anche per ore pensieri che il Vangelo fa
venire in mente a una data persona.
Questo è assistere a uno spettacolo, quando lo è,
di reazioni sentimentali o suggerimenti dialettici
che prendono le mosse da uno spunto religioso.
Invece l'incontro è con un avvenimento, che può
essere anche una persona che parla, ma ciò che
colpisce non è tanto la parola in sé quanto il
cambiamento comunque avvenuto in colui che parla.

6 commenti:

  1. Una fede priva del senso religioso è una ideologia qualsiasi o una pratica superstiziosa chenormalmente è l'ultimo prodotto, nell'uomo, del sentimento religioso sostanziale.

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  2. Come ha scritto Feuerbach, i testimoni del cristianesimo moderno ci appaiono "testimoni di una mancanza", perché tale cristianesimo sembra vivere delle elemosine di secoli ormai tracsorsi.

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  3. Si può parlare della vita e dei misteri di Cristo come un cristiano può raccontare la storia di Buddha. Vale a dire è una mera comunicazione. Dire che nella storia della Chiesa si sono verificati tanti miracoli può lasciare indifferenti tutti; il dire invece che da diversi anni delle persone a Medjugorje vivono un'esperienza straordinaria interessa la stampa di tutto il mondo, ma innanzitutto la coscienza di tanti. Quello che manca alla Chiesa non è tanto la dizione letterale dell'annuncio, ma l'esperienza di un incontro.

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  4. Nella mia vita ho fatto un incontro che ha cambiato la mia vita.
    La persona che ha parlato al mio cuore, ha fatto solo un annuncio semplice in chiesa. Poi, conoscendola ho visto che le sue non erano solo parole.. Quel annuncio era il Kerigma.
    Buona serata a te :)

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    1. « “Il kerigma è la cerniera tra la storia di Gesù e quella della sua comunità. I primi testimoni trasmettono ciò che a loro volta hanno ricevuto. ... Al kerigma è connessa l’attività missionaria ... la comunità apostolica e poi ecclesiale, lungo il corso dei secoli, assume la responsabilità di proclamare il kerigma al mondo, polarizzando su di esso tutta la sua missione e il suo mistero”. »





      (Piero Coda, Kerigma, in Dizionario di Teologia Fondamentale, a cura di Fisichella e Latourelle, Assisi, Cittadella, 1990, pp.403)


      Ciao Saray.

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  5. Il potere del Risorto al quale il Padre ha sottomesso ogni cosa si manifesta secondo i disegni del Padre. Noi non siamo chiamati a prevedere quell'ora e quel giorno. Sappiamo soltanto che alla fine il potere del Risorto sarà visibile in tutti e in tutto.

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