mercoledì 6 giugno 2012

Cosa significa meditare?




C'è un brano di Victor Hugo ,tratto dal suo "Les contemplations" ,intitolato l'Eremita. L'eremita che si alza al mattino presto e, alla luce di una candela, inizia la nuova giornata nell'oscurità ancora invadente della notte. Man mano che il sole appare all'orizzonte l'arco del cielo si incendia di luce, analogamente come nel suo cuore si fa luce appena inizia a meditare. Meditare significa situare le cose al loro posto. Ecco allora la grandezza ultima dell'uomo profilarsi all'orizzonte: essa risiede nel riconoscere alle cose il loro posto, cioè il loro significato. La dignità dell'uomo sta infatti nella percezione, nel riconoscimento e nell'affermazione dell'esistenza del significato ultimo della realtà nella percezione della realtà determinata dal "cuore". Sorge un iniziale giudizio, quindi un uomo vede se e quanto la realtà in cui si imbatte gli corrisponde e lo soddisfa. Nella percezione determinata dal cuore il punto o il luogo dove l'io non è più l'oggetto o la determinazione particolare che lo fa reagire, non è il potere, ma una realtà dentro di sé, come strumento di paragone nell'impatto con ogni realtà, che assicura la sua unità nell'incontro e nel confronto con tutto.



11 commenti:

  1. Abbiamo bisogno di meditare di raccogliere i nostri pensieri, le nostre azioni,le nostre intenzioni, e chiederci se ciò che facciamo, è ciò che il Signore vuole per noi,chi crede non può vivere alla giornata, deve avere un progetto,e scoprire se questo progetto è il disegno di Dio.

    Buon pranzo!

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    1. Soprattutto chiederci continusamente se ciò che facciamo è ciò che il Signore vuole per noi.
      Meditare e pregare.
      Ciao Gioia.

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  2. Se devo essere sincera, io questo comportamento lo faccio alla sera prima di coricarmi, mi chiedo se va tutto bene, se la giornata è stata positiva, se ho seguito il mio Dio oppure ho deviato...Abbraccio caro

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    1. Meditiamo che dobbiamo meditare?
      Urca!

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  4. Dobbiamo (anche) meditare che esiste in Dio "dinamico"!
    Non è mai sufficiente la preghiera, la meditazione "statica"!
    In verità è un passaggio decisamente importante, una responsabilità di "anime" sulla via della salvezza...ossia ricerca costante dell' esistenza come cammino che dirige alla verità!
    La verità sacrosanta, senza sottili ipocrisie, e chi la comprende avverte l'amore incondizionato e vede fonti radiose di luce..anche se solo per un momento è sufficiente!
    Ciao Gus.

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    1. Sara, la meditazione non può essere statica perché è un movimento del cuore e della ragione verso la Verità.
      Ciao.

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  5. Caro Gus,gli studi filosofici hanno impegnato i miei anni migliori (Laurea)ma a volte trovo i tuoi scritti incompresibili.Come ammoniva qualcuno,sarà la mia, ignoranza di ritorno?
    ciao,fulvio

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    1. Fulvio, anche a me filosofia e teologia sembravano incomprensibili. Un po' alla volta ho cominciato a comprendere.
      Ciao.

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  6. la meditazione è quel tentativo di “accorciare” il filo sospeso tra il sé intimo ed il Sé a cui anela (il proprio Dio) o più semplicemente a qualcosa di più cosmico. Spesso durante il dipanarsi dei giorni il “filo” si estende, spesso si intreccia, altre volte si spezza e ci si perde. Per me la meditazione è il tentativo di ritrovare unità ed armonia.
    ciao gus. bru

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    1. In quella regione c'erano dei pastori che di notte vegliavano il loro gregge per paura dei ladri. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi si spaventarono, ma l'angelo disse loro:"Non temete, ecco, vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia". E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio e diceva: " Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama ". Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: " Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere ". Andarono dunque senza indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il Bambino, che giaceva nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose serbandole nel suo cuore.


      Brunella, conservare nel cuore per poi meditarle.
      Ciao.

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