domenica 15 aprile 2012

L'etica naturalista







Eugenio Lecaldano




è l'autore del libro: "Un'etica senza Dio". Egli propone un'etica naturalista



in cui i precetti fondamentali nascono



dai meccanismi psicologici insiti nell'animale-uomo.




Perché?




Perché la morale religiosa alimenta valori negativi e socialmente nocivi.



Una concezione ristretta della libertà personale, il fanatismo e l'intolleranza.




Solo l'ateismo riesce a fondare un'autentica moralità.




P.S.




Con gli atei si dialoga, gli atei non si liquidano.




Ma se sono gli atei a liquidare i credenti?

15 commenti:

  1. Ho sempre sognato di vivere in un mondo di buoni sensi comune salvo che il buon senso comune momentaneamente in iraq ti mette un cappio al collo , il buon senso comune in cina mette il progresso sopra ogni cosa , il buon senso comune in francia legifera sul velo ,il buon senso comune in olanda permette ai padri di ammazzare i figli , il buon senso comune in italia ripudia la violenza degli altri dimenticandosi della propria e così via e così via il buon senso è sempre un fiume in piena del non senso.

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    1. Rimane sempre il MIGLIOR MONDO possibile per far diventare SANTI gli SPIRITI in corpi di SCIMMIA. Ci sono CANI che muoiono per il PADRONE. Il problema è che molti CANI non sono riconoscenti a CHI gli permette anche di non essere CANI.

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  2. Per me esiste e dovrebbe essere osservata l'idea di comunanza, di non violenza, di distribuzione equa dei redditi, di uno sviluppo sostenibile ecc. Con questa idea, ben lontana dal liberismo sfrenato, ci si dovrebbe un po', dico solo un po', allontanare dalle aberrazioni sottolineate. Se accade quel che accade non è per natura umana malvagia. Ci sono precisissime ragioni politiche ed economiche. Seguendo quelle ragioni di profitto sragionato l'animo umano, l'etica e la morale diventano optional.

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    1. Non c'è LIMITE alla LIBERTA'.
      Non cadere nelle provocazioni del Mondo che arrivano ad ABBAssare un DIO ... INNALZANDOLO. O pensando di salvare tutti UCCIDENDONE UNO di loro: riconoscendolo VERO loro RE.

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  3. E' molto imbarazzante che il laicismo militante si appoggi all'etica ebraico-cristiana, alla quale molto spesso si limita a togliere l'etichetta. Quando Kant scrivendo la religione entro i limiti della semplice ragione fornisce un breviario al pensiero laico ,le virtù evangeliche, i principi del decalogo, gli inviti testamentari beneficiano di una nuova presentazione. Cambia la forma ,resta la sostanza. La laicizzazione della morale Ebraico-Cristiana assai spesso corrisponde alla riscrittura immanente di un discorso trascendente. Cioè che viene dal cielo non è abolito ma riacclimatato in terra.

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    1. GUAI se accadrebbe il contrario. Vorrà dire che hanno fatto fuori il CHERUBINO a guardia dell'ALBERO della VITA (VERA: ETERNA). L'immortalità non serve se poi è di sofferenze SPIRITUALI ... oltre a quelle carnali.

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  4. Il ruolo svolto dai media nella costruzione del consenso è noto.
    Tutti ne siamo in un certo modo vittime.
    L'induzione di sempre nuovi bisogni è la più efficace e incruenta tecnica per imporre un modello etico.
    Bisogni e desideri mai conosciuti prima in brevissimo tempo si trasformano in inaleniabili diritti, necessità improrogabili, quasi una pre-condizione alla vita stessa. Accade così che l'ideale della nostra vita, ciò che più desideriamo, è diventare un uomo di successo, sempre a posto e sicuro di sé, che ha la possibilità di soddisfare quelli che continuiamo a chiamare desideri, ma che in realtà sono semplici capricci.

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    1. OGGI a MESSA il SacerDOTE ha detto, nell'omelia, ceh senza lo SPIRITO SANTO non si può riconoscere il SIGNORE. Tu sai come ricevere lo SPIRITO SANTO?

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  5. Addirittura si arriva a creare nuove malattie per vendere i farmaci.
    Bombardati dalla pubblicità e da falsi rapporti medici in TV o sui media, la gente si convince dell'indispensabilità del medicamento.

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    1. Magari creassero (che poi in verità avvengono per conseguenza) NUOVE MALATTIE, ma nonsopportano nemmeno u mal di testa o un po' di stanchezza per ingurgitare sostanze per non perdere tempo ... per cosa?

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  6. Credo che si debba sempre dialogare con un ateo. Anche, se i veri atei non sono tanti. Nel dialogare con un ateo bisogna avere molta carità e indicargli la via con naturalezza, cercando di dargli gli strumenti razionali e utili per giungere alla Verità. Il resto può solo farlo il Signore.
    Buona serata :)

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    1. Il mio miglior amico è ateo.
      Ma non partliamo mai di religione.
      Si scoccia.
      Ciao Saray.

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    2. Ma religione deriva da RELIGERE, che vuol dire INVITO ad APPROFONDIRE, avendo CURA RIGUARDOSA.

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    3. Non esistono gli ATEI, ma chi non conosce l'UNICO DIO. Non si accorgono di sotto-mettersi a COSE, a situazioni, ... magari a qualcosa o qualcUNO VIVENTE.

      Chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato.

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    4. In un certo senso non può esistere un ateo. Sarebbe troppo stupido. Anche chi lo proclama ,mente. Mente a se stesso.
      Ciao Angelo.

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