mercoledì 11 aprile 2012

L'autorevolezza è la definizione dell'amicizia

Chi si affida e percio' ha fiducia nell'altro crede nella autorevolezza del prossimo ,di chi reputa amico e percio' non ha paura ad abbandonarsi vincendo tante resistenze.

57 commenti:

  1. Quell'autorevolezza lì, nasce dall'intima adesione alla verità ... secondo me e ci si riconosce nel silenzio della verità vera.
    Tanti anni fa lessi un preziosissimo libretto di Cantalamessa 'Obbedienza' dove spiegava che l'autorevolezza di Gesù nasceva dalla sua profonda sottomissione alla volontà del Padre e gli altri lo percepivano...le sue non erano parole, ma frutto di un'obbedienza reale alle parole pronunciate...vita vera, insomma...sottomessa.

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    1. Termini sballati! Se si CREDE che LUI è il PADRE allora si comprende che E' VENUTO DECISO nel FIGLIO.

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  2. Dall'autorevolezza nasce il carisma che ti spinge a seguire una persona che vive con più maturità la fede e che ti coinvolge in un'esperienza viva, che passa il suo dinamismo e il suo gusto dentro di noi.
    Gesù a Pietro e Andrea disse: "Seguitemi", vi farò pescatori di uomini, E quando i due discepoli gli chiesero: "Maestro, dove abiti?", Gesù disse loro: "Venite e vedrete".

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    1. Il VIVERE TUTTO quello che poi si può racontare a braccio. A cosa serve una CASA se poi NOI ABITamo in un corpo. VENITE E' VEDRETE vuol dire UNIAMO le STANZE. ABBAtiAMO il MURO.

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  3. Nel rispettare i tempi dell'altro e nel saperli anticipare. Essere pronti comunque a tendere la mano ed afferrarla prontamente, se necessario.

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  4. Chi si affida e percio' ha fiducia nell'altro crede nella autorevolezza del prossimo ,di chi reputa amico e percio' non ha paura ad abbandonarsi vincendo tante resistenze.

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  5. Fede e Amore sono la stessa cosa. E' il credere fermamente (e non solo con il pensiero) che tutto ciò che ha senso risiede nel bene, nell'amore e nell'altruismo. Al di là di ogni religione, il significato a mio avviso è questo. Chi è convinto e persegue il suo obiettivo deve essere autorevole, non lo si può destabilizzare ma solo seguire.

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    1. "Con il loro dinamismo e gusto.. nato dalla..fede"?
      Assolutamente si, abbiamo davvero bisogno di "una marcia in più" altrimenti non si "vive" più!
      Dobbiamo..costruirla quasi perfettamente per noi!
      Già, la vera amicizia (come l'amore) è incondizionata.
      Nasce da una sensazione improvvisa, non voluta.
      E vive nel tempo senza preconcetti, soprattutto senza ipocrisie. :)
      Buona giornata

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    2. L'amicizia è sempre ragionevole. Nasce da una sensazione improvvisa, ma poi l'amicizia non vive o si sviluppa per caso.
      Ciao Sara.

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    3. 'amicizia non vive o si sviluppa per caso. Questa è ipocrisia
      Certo che si,il cuore, l'anima di ognuno di noi, non viaggia come la mente..nemmeno la fede è mente.
      Sara

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    4. L'AMICIZIA è un DONO ... come sempre preparato prima. Non esiste il caso ma la preparazione. ECCOLO! ... ceh VIENE! LUI VI SCEGLIE.

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    5. Stai scherzando, Sara?
      Nell'io interagiscono ragione ed affettività. Il cuore deve rendere conto alla ragione che comprende se un sentimento è buono o fa del male agli altri o a se stesso.

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    6. Certo che scherzo Gus hai ragione! :)
      Ti sei mai chiesto perchè non voglio nessuno tra i piedi? Il cuore deve rendere conto alla ragione.
      Ragionevolmente "quelle come me" dovrebbero stare lontano da tutti (e ci stanno benissimo)..abbiamo talmente tanti virus che possiamo infettare il mondo intero:si salvi chi può.
      Potei fare altri esempi,ma lasciamo correre.
      L'apparenza è decisamente importante!
      Il resto nascondiamolo va!

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    7. Attenti ai colpi di sole...PARe DONo...FULMINE.

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  6. Ti avevo commentato ma mi fa entrare solo da Anonimo
    Dagioia

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  7. Sei Letizia?
    Anche in questo blog c'è l'opzione "anonimo". Infatti hai scritto.
    E' Blogger il dispettoso.
    Ciao.

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  8. Gus non sono Letizia, però sono Gioia!
    Va bene uguale? Hahaha!
    Mo ci provo ancora...

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    1. Dicevo..che è bellissimo l'argomento che hai trattato nel tuo blog.
      Mi ha fatto venire in mente un libro che lessi qualche anno fa:"L'amicizia Spirituale" di Aelredo di Rievaulx (1110-1167)

      Ti scrivo un passaggio:

      Credo
      che siete convinti che l’amicizia nasce dall’amore. Se uno però non ama se stesso non
      può neanche amare un altro, perché l’amore del prossimo si costruisce sul modello
      dell’amore con cui uno ama se stesso. Ma non ama se stesso colui che esige da sé o si
      propone qualcosa di turpe e di disonesto.
      Il primo passo dunque consiste nel purificare se stessi, non indulgendo a niente che sia
      indegno, né togliendo nulla di quanto può essere utile. Chi ama se stesso in questo
      modo, può amare anche il prossimo, seguendo la stessa regola. Ma dal momento che
      questo amore abbraccia molte persone, dobbiamo scegliere tra queste chi possiamo
      ammettere con un vincolo più familiare nell’intimità dell’amicizia riversando
      abbondantemente il nostro affetto, aprendo il nostro cuore fino a mettere a nudo, i suoi
      pensieri e i suoi desideri più profondi.
      La scelta va fatta però non dietro l’impulso instabile del sentimento ma con l’acutezza
      della ragione, in base alla somiglianza dei temperamenti e tenendo conto delle virtù.
      Offriamoci generosamente per l’amico quindi, evitando ogni superficialità. Tutto deve
      portare alla gioia, né devono mancare l’aiuto, il rispetto e la cortesia che nascono da una
      benevolenza e da una carità ben ordinate.

      Se non l'hai letto te lo consiglio, è edificante!

      Ciao Gus,buona giornata!!!

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    2. Gioia e letizia sembrano sinonomi, ma non lo sono.

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    3. Ciao Gioia.
      Teologicamente l'amicizia significa darsi del tu, che poi diventa un noi, uniti verso un destino comune.

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    4. Il PROSSIMO sei TU ... DOMANI. Fatti prossimo a chi è IERI.

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  9. Gus e Daniela, siete due belle persone e sono felice di avervi incontrato in questa via. Quello che avete scritto mi piace e lo condivido. Grazie.. Ad entrambi auguro una bellissima giornata, Malgrado la pioggia e il freddo. Bruna. ciaooooooooooooo

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    1. Se lo dici tu sono costretto a crederci.
      Ciao.

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    2. ... almeno a sperare, ad aver fede. Ma come sono CARITATEVOLE. (non caricatevole)

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  10. Per tutto questo ci vuole un cammino e allora la fede, come l'amore, come l'amicizia, nascono dal prendere coscienza di vivere il reale in un modo nuovo, cioè vero! (sento il profumo di appartenenza ad un popolo!)

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  11. Risposte
    1. C'entre perché stiamo parlando di un'amicizia particolare. Un'amicizia che accomuna in un percorso di fede.
      Ciao Fulvio.

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    2. E' così Lucia.
      Tutti insieme appartenendo al Mistero.
      Ciao.

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    3. MISTERI: cose nascoste ... da portare alla LUCE.
      Coloratissimo non sa che i colori sono solo diversità di riflessi (frequenze diverse) di UNA UNICA LUCE.

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  12. Basta con il mistero e la speranza, aggettivi oramai troppo abusati in mancanza di certezze.

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    1. Il mistero nella fede non è indice di ciò che non si capisce, quindi di una mancanza di certezza. Mistero indica l'irrompere e il riconoscere Dio nella nostra vita, nei suoi misteri divini.

      Ad esempio meditando il "mistero" del battesimo di Gesù, o della sua nascita, meditiamo sulla presenza anche nella nostra vita di quell'evento, in cui Dio è irromputo nella nostra esistenza. Di quanto Dio ha fatto in quel momento, e di quanto fa ora, adesso.

      Irromputo è un irrompere ancora più fragoroso, come di una brezza leggera.
      Ma Gus le spiega meglio.

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    2. Riccardo,mi insegni: Mistero indica,(Ma chi lo dice)L'irrompere e il riconoscere Dio.
      Il tutto lo trovo ancora più misterioso.
      Grazie comunque della tua buona volontà.
      Ciao,fulvio

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    3. Ma rompigli la testa e chissà che esce il PRISMA che riflette solo abbagli.

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    4. Riccardo, hai spoiegato benissimo. Fulvio intende per mistero qualcosa di oscuro o affidato alla fantasia, invece noi parliamo di Mistero, che altro non è che la volontà divina, imperscrutabile per l'intelligenza umana. La nostra invocazione è che il Mistero si manifesti, cioè ci faccia comprendere la sua volontà, il disegno tracciato per la nostra vita.

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    5. ... ma volevo solo avvisarlo che si arriva o con le buone o, putroppo, spesso con le cattive. Se si giudica solo il Dio vecchio ci si dimentica DEI nostri eserciti.

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    6. Tra i SUOI misteri preferisco l'ONNIpresenza alla SUA ONNIpotenza.

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  13. L'amicizia è qualcosa di così difficile .... per me dovrebbe
    essere come il cristallo .. riflettere fasci di luce, invece
    più volte è stata delusione. Questo mi fà capire che il mio
    percorso nella Fede lascia ancora molto a desiderare, altrimenti
    non avrei dato peso alle molte sfumature che ho colto nelle
    persone dove altri non vedevano nulla, e avrei patito meno.
    Un saluto
    Letizia

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    1. I tradimenti degli AMICI portano all'AMORE di sempre ... in te stesso. Ti aspetta nel VOSTRO TALAMO. Altrimenti non riconoscerai LUI ... RISORTO.

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    2. Letizia, stiamo parlando di amicizia, è un argomento teologico, infatti Luigi Giussani ha scritto un libro che si intitola "Tu" ( o dell'amicizia).
      Non è difficile da capire.
      "Tutta l'essenza dell'uomo è quando l'io si scopre a dire "tu" o a pronunciare questo tu con consapevolezza (come una madre che guardando il suo bambino pensi: "Tu, che destino avrai?); quando uno arriva a questo tu con l'uomo o con la donna, o col bambino o coll'estraneo -perché non ci è più estraneo: se uno dice tu, questo tu, non ci è più estraneo-: allora capisce cosa è Dio."
      L'amicizia è un rovesciare la propria esistenza nella vita dell'altro. L'amicizia, allo stato minimale, è l'incontro di una persona con un'altra persona di cui desidera il destino più che la propria vita.
      In che senso l'amicizia è necessaria? Perché è una compagnia guidata al destino.
      Letizia, onde evitare confusioni, teologicamente per "destino" si intende il ritorno al Padre. Il ritono al Padre è il fine ultimo dell'uomo.

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    3. Grazie per la tua esaustiva puntualizzazione.
      Leggerò il libro
      Letizia

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  14. ElleLetizia? E' un piacere risentirti. :)
    Ciao Gus! :)
    Sara

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  15. Beato è colui che riceve in dono l'amicizia. Beato è colui che riesce a farne dono incondizionatamente.
    Ciao Gus.

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    1. Ognuno di noi dà quel che ha ricevuto.
      Ciao Ge.

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    2. Così mi piaci. E' tutto da GUS...stare la VERITA' che hai detto. Come si potrebbe dare quancosa non ricevuta? Dovresti parlare del POSSEDIMENTO, tu che sai parlare al contrario di me che so solo pro-vocare.
      Vorrei POST ... E' IL SIGNORE, ma non so se LUI VUOLE. Mi sforzerò.

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  16. Non concordo (ma forse esco dal tema).

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    1. Ge, dove non concordi?
      Ciao.

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    2. "Ognuno di noi dà quel che ha ricevuto."
      Come si fa a dire questo: a un bambino che con pura dolcezza allunga la mano per farsela stringere, e gli viene negata; a un genitore che ha cresciuto i suoi figli e viene dimenticato; a un uomo che ha creduto nella giustizia, nella lealtà, nell'amore incondizionato e si ritrova solo e deluso.E non parlo di malattie, calamità naturali, disgrazie incontrollate e incontrollabili, ma parlo di falsità, di opportunismo, di giochi di potere. EGOISMO travestito d'amicizia. "Porgi l'altra guancia?"no! Continui a credere nell'amicizia, a regalarla, con qualche piccolo strappo.
      Ciao Gus

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    3. "Oguno di noi dà quel che ha ricevuto".
      Ge lui non potrebbe mai capire! Già da ragazzino era magico: aveva la villa, la mano lunga e non solo l'amore incondizionato.
      E nemmeno io parlo di malattie ora!

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    4. Rispondo a Sara e chiarisco ulteriormente il mio concetto a Gus. Non entro nello specifico delle persone, "ognuno si porta dietro la propria storia". Ma. Chi conosce il peso delle parole le dovrebbe usare con più attenzione, solo questo.
      Buonagiornata
      http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=vE43IZM0KB4

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    5. Ge, parlo in generale. E' chiaro che ci sono le eccezioni. Inoltre l'avere si nota nella maturità quando ognuno di noi ha acquisito una certa consapevolezza.
      Ciao.

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  17. io non ho ricevuto nulla, anzi!
    Ho solo dato..
    E' per questo che voi siete.. "sani" Avete fatto bene!
    E chi fa del bene lo riceve... SICURAMENTE!!!

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    1. La malattia non viene né da Dio e né dagli uomini.
      Ciao Sara.

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    2. Hai ricevuto il GIUSTO: la VITA, sofferente quanto sia, per INCONTRARE il SIGNORE. Non è un SANO che te LO indica, ma UNO che sta nelle stesse TUE CONDIZIONI: un uomo di nome Gesù.

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  18. L'onnipresenza è più amorevole.
    Ciao Angelo.

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    1. E come potremo essere POTENTI (per quello che possiamo fare) se non iniziamo ad essere PRESENTI (pur con una semplice PAROLA di VERO con-FORTO) ... NOI che rimarremo sempre SERVI INUTILI se non interviene LUI.

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