lunedì 9 aprile 2012

La fatica relazionale



Il virtuale dimostra che l'affettività contemporanea si concentra
sempre più nell'emozionale.



L'emozione è autoreferenziale e abitua a far attenzione a sé,
ad ascoltarsi e



a sentirsi sopra ogni cosa, rendendo fragile l'uomo nei confronti della fatica relazionale.



L'emozionalismo è dominante sul piano
degli affetti.



Diventa la forma più evidente del sentire
senza ascoltare.

49 commenti:

  1. La Terra a misura di wi-fi è l'oggetto di un ampio

    dossier dell'Economist.

    Il settimanale britannico analizza il cambiamento che la

    diffusione della tecnologia senza cavi sta portando

    in vari aspetti della vita e profetizza un ritorno

    del nomadismo. Le nuove generazioni, specie negli Stati Uniti

    e in Giappone, si ritrovano infatti armate di computer portatile,

    cellulare, i-pod e possono in buona misura partecipare

    a lezioni universitarie o lavorare in gruppo stando

    seduti in un caffè o in un aeroporto o da un altro

    paese.

    Anzi, come nell'antica cultura beduina, si creano luoghi d'incontro

    e ristoro in tutto simili alle oasi del deserto.

    Poi si riprende il viaggio.

    Verso dove?

    Questo è più difficile dirlo: non è chiaro dove andiamo,

    ma possiamo comunicarlo in ogni istante e da ogni punto.

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    1. WWW Cap. 13 dell'Apocalisse. Una Vera BESTIA più potente della prima TV. ma chi saprà cavalcarla la DOMINERA'. Per se ma non so se riuscirà ad aiutare egli altri. Dopotutto mi sento un servo inutile. Il mio salario è attingere SPIRITO dai venditori.

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    2. "Diventa la forma più evidente del sentire
      senza ascoltare"

      Ottimo Gus, se davvero fosse così.
      Siamo davvero in continuo conflitto e contraddizioni: ogni momento è diverso!
      "Ascoltiamo" la vita che cambia, che ci cambia, e cerchiamo con vera coscienza per "adeguarci" anche noi: qui sta la differenza!
      Il "sentire" non condiziona mentalmente, non "vive" il giudizio o peggio ancora i preconcetti...il sentire non è facile da interpretare per me...è una sensazione che nasce in simbiosi dalle emozioni...anche spitituali.

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    3. Sentire senza ascoltare ... come guardare senza VEDERE.

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    4. Sara, l'attenzione verso il sé non sempre determina l'autoreferenzialità ottusa. In tutte le cose ci sono equilibri da dosare. Ho più paura di chi non ha consapevolezza di sé, non si guarda ma, inevitabilemnte, è portato a guardare gli altri e semplificarli.
      Una corretta attenzione a sé dovrebbe, in chiave teorica, successivamente far spostare lo sguardo verso l'esterno.

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    5. Il solito enigma:
      E' più facile AMARE chi è in silenzio ed è pure invisibile o chi si è costretti a giudicare? Io ho iniziato a confrontarmi con i miei simili e mi vergognavo sempre per quanta sofferenza c'è in Dio (volevo dire in giro, ma io non prendo in GIRO nemmeno l'invisibile che continua a rimanere muto in molti).

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    6. Profonde e e terribilmente vere le prime frasi Gus...
      "è portato a guardare gli altri e semplificarli"
      In verità sarebbe bello, comodo e appunto facile per tutti "raccontarsela" ogni tanto (spesso)
      Il problema esistenziale è che si fa un passo in avanti e due indietro!
      E' intelligente? sentirsi dire quello che si vorrebbe!?
      ...mi chiedo!
      Ciao

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  2. La società tecnologica toglie inventiva e capacità di relazionarsi. E' già tutto confezionato.

    Pensa al fidanzato che va dalla sua ragazza. Prima di arrivare con il cell farà 100 telefonate. Quando la vede non ha più niente da dire.

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    1. Perfetto ... silenzio.
      Chissà che può servire per non litigare con le mani. ma dubito se la ragazza MATERIALE si intromette nella stessa virtuale.

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    2. Le litigate con le mani sono la deriva relazionale.

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  3. Forse è un passaggio necessario, a volte, per rendersi consapevoli , anche attraverso le emozioni, di quello che siamo di quello di cui abbiamo bisogno perchè per troppo tempo ci siamo adeguati a valori che abbiamo abbracciato ma non capito, si puo' iniziare a capire anche dalle proprie emozioni, e per crescere serve altro, serve condurre il proprio sé verso l'altro, ma con maggiore consapevolezza.

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    1. Siamo sti-moli per gli altri e necessitiamo di sti-moli per poter SVEGLIARCI.
      Questo sti-moli mi rammenta un po' MOLiE-STIe.
      Mha?

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    2. Giochi di parole inutili.

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    3. DICI? Non creDi all'ETIMOLOGIA (LA RADICE)della Parola?

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  4. Certo Gus, e sai una cosa,il virtuale può mascherare dei bugiardi,con doppia personalità, solo che il "diavolo fa le pentole ma non i coperchi" Questo è un vecchio proverbio, ma che funziona sempre!
    Perché prima o poi il bugiardo commette un passo falso, e si tradisce!


    Forse centra poco con quello che tu hai scritto, ma è sempre inerente al virtuale!
    Ciao!

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    1. E noi dobbiamo essere vicini non a quelli che sanno, ma a quelli che non sanno.
      Ciao Gioia.

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    2. La VERITA' dàgioia!
      Se non riuscirete a far CADERE il Cherubino a guardia dell'ALbero della Vita ... non so proprio se riuscirete a mangiarne il FRUTTO.
      Se poi avete con VOI il Padre, o il Figlio ma soprattutto lo SPIRITO SANTO. Il GIOCO è fatto. cON dio NON SI gioca, ma con le "creature" ... ABBAstanza!

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    3. Non insistere con il gioco.

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    4. Ti senti già GRANDE?
      L'importante è rispettare SEMPRE le REGOLE. Non si cerca con il GIOCO e le FAVOLE di irrobustire il BIMBO ... soprattutto SPIRITUALMENTE?

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    5. Certo Gus a quelli che non sanno, non a chi si prende gioco di coloro che in buona fede ascoltano,si commuovono..
      Mentre loro hanno secodi fini.

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  5. GUS il coperchio è ABBAstanza piccolo per QUELLA PENTOLA. Ti cade dentro. Almeno più uno più GRANDE, così puoi far cadere i SAPIENTI. Impara da GESU' spiritualmente ... o da Socrate umanamente.

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    1. Tu non hai bisogno di imparare da Gesù? Credo che tu abbia bisogno di imparare con quelli che si relazionano con te.

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    2. Io ho sempre SETE del CRISTO Gesù e qualche volta lo ritrovo in te. Ma devo sudare ABBAstanza.
      Grazie per non avermi ignorato. Ti rendo GRAZIE. Ho bisogno di essere anche io stimolato per GIUDICARE da me stesso la mia grande CADUTA. Qualche volta mi capita ma sempre a vantagio dei semplici.

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  6. L'EMOTION?
    O:) o 3:)

    Ma QUI, al meno, si è costretti a LEGGERE. Fuori di qui nemmeno ti scoltano.
    Tu perchè lo bazzichi?

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    1. Il "fuori" è la vita reale. Non puoi ignorarla.

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    2. Il DENTRO quella VERA?

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  7. IO NON IGNORO LA VERITA' c ecomprende sia il Visibile che l'INVISIBILE, il reale e l'IRREALE. Quando mi farai piangere anche QUI?
    Qui cerco consolazione che non trovo FUORI. Non è facile spiegare il MIO INTIMO. Ogni cosa REALE è un riflesso della GRAN PARTE che rimane ancora IRREALE per tanti che pensano di vedere e sentire quello che VOGLIONO. Troppa insensibilità e, ahimè, diabolico BUONISMO. Devo parlarti della New Age che BAZZICA tutta sul WEB e distrugge i GIOVANI?
    Già lo fanno i VECCHI togliendoli la voglia di vivere nella REALTA'.
    sonto TEMPI DIFFICILI. Molto AMBIGUI. Ma sta per scoppiare la VERA RIVOLUZIONE che porterà fratello contro fratello per mangiare un semplice pezzo di pane.

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    1. Al termine delle "Città Invisibili" Italo Calvino scrive:
      "L’inferno dei viventi è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.
      Vale la pena leggere Calvino perché proprio lui, che ha una capacità di scrittura e che spesso sembra quasi compiacersi della propria intelligenza, fa capire che scrivere non è un atto che basta a se stesso, ma ha bisogno del rapporto con l'altro.
      La letteratura ci commuove perché ci richiama il bisogno della verità, ma non ci fornisce la verità, perché essa è fuori, dove la vita accade.

      Hai capito?
      Il reale è veramente dove la vita accade.
      Il reale non è nel blog.

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    2. La VERITA' E' GESU' il CRISTO.
      VIVILO ... pure con le TENTAZIONI della MENTE.
      O vuoi che DORMA per non soffrire?
      O preferisci che mi suicida?
      Forse meglio progettare un senso alla mia morte.
      Ho sempre provocato chi sta ore al PC di uscire FUORI e menare pure le mani, visto che ti contraddici SEMPRE.
      Se ti togliessi le scritture o gli scrittori che riporti ... cosa rimarrebbe di te?
      LETTORE!

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    3. Angelo, non puoi spaccare l'io di un essere umano. Non puoi togliermi il desiderio della conoscenza.

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    4. Nemmeno cercare di provocartela?

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  8. Sei completamente CONvinto? hanno fatto MALE con CHI doveva VIVERLE per farci VERGOGNARE?
    OGGI sto traendo niente da te. Forse è meglio rimandare. Non contraddirti ... altrimenti sarai messo alla prova.

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  9. Come vedi SBAGLIO a rispondere nel giusto riferimento, ma COMUNQUE servi a me per CONFRONTARMI con me steso. Anche io TEMO di dire certe cose ma poi non accettarle nella realtà.

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    1. Non preoccuparti. Scrivi quello che senti e vedrai che il confronto diventa più facile.

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    2. Lo sto facendo. Tu impegnati di più a provocarmi o, se preferisci, a STIMOLARMI.

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    3. Angelo, quando la corda è già tesa un ulteriore stimolo potrebbe spezzarla.

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    4. E non è forse al LIMITE che si traggono le conclusioni? O temi della NOTA ACUTA?

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  10. Il GIOCO lo si deve prendere SERIAMENTE per capire le difficoltà della VITA. L'importante è rispetare le REGOLE. Non occorre che sia non perfette, ma che siano UGUALI per TUTTI, compreso DIO. Altrimenti non capirai la PASSIONE di Nostro Signore Gesù Cristo che ci ha detto che DOVEVA risorgere dai MORTI.

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    1. Non puoi imporre regole a Dio.

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    2. Non sono regole ma ALLEANZE. Poi sono mie ... mica tue che lasci fare tutto a TUO PADRE o a TUA MADRE ... eppure sono certo che hai stravolto la raltà con atti REALI e pure un po' ribelli ... per AMORE s'intende. Sempre per AMORE ... o no?
      IO ho solo suggerito di RIMETTERE su di me tutto quello che IO RIMETTO sugli altri ... affinchè non sia indotto in tentazione INUTILMENTE. Lui mi dice che la Libertà mi libererà, ma COME? Io voglio CONOSCERE il MONDO per vinverlo. Mica LUI che mi ha preceduto.

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  11. –Il virtuale dimostra che l'affettività contemporanea si concentra
    sempre più nell'emozionale.

    Scusa Gus, non è più giusto dire che: l'emozione (emozionale) nella società contemporanea si rifugia sempre più nel virtuale? Che è la tecnologia che porta a vivere l'emozione attraverso il filtro del virtuale?

    Mentre fino a venti anni fa il reale esigeva che l'emozione fosse vissuta attraverso la corporeità?

    Ciò porta ad una maggiore fragilità, perché le nostre emozioni non vengono più vissute e riconosciute attraverso una esperienza concreta e corporea, ma attraverso l'incorporeità. Quindi un annichilimento della persona. Quindi mi pare che l'emozionalismo non sia una centralizzazione del sé, ma una negazione del sé, in quanto vi è una negazione dell'uomo.

    Possiamo vedere come ad esempio i film di oggi, in cui si fa un uso massiccio della tecnologia computer grafica, non aumentino l'emozionalità, ma la neghino. Qualsiasi effetto speciale ha in sé l'inganno: sappiamo da subito che tutto è finto, ricostruito senza mani di uomo, senza soffio, senza sudore. Quindi l'effetto speciale resta fine a sé stesso, per creare uno stupore senza vita.
    O no?
    Buona Pasqua.

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    1. Ho avuto sempre una debolezza emozionale per Riccardo e mi chiedo ancora il perchè. In questo suo commento la VERITA' dell'incarnazione di un Figlio di Dio che deve sporcarsi nei CAMPI per poter VERAMENTE governare la SUA edredità.

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    2. C'è chi non parla e allora è molto importante saper ascoltare con tutta l'empatia di cui sei capace i suoi silenzi che parlano ancora di più perchè ti chiedono aiuto.
      C'è anche chi ha paura di comunicare a sguardi e a parole e ancora, chi ha paura di chi sa starti vicino, ascoltarti e capire i silenzi e che ti fa sentire "a casa"
      Semplicemente c'è tanta solitudine, specie in chi non si ama e, conseguentemente, non si sente degno d'amore e non si lascia amare.
      Perchè qualcosa, per lo più nascosto,immerso come un iceberg o come un grosso macigno sepolto nel profondo, gli blocca la vera possibilità di relazionarsi.
      Non si può giudicare solo guardando la superficie.
      Sembriamo quasi tutti in preda all'emozione effimera dell'attimo, dell'egoistico sentire senza ascoltare.
      Buona Pasqua, Riccardo.

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  12. E' bello venire qui da te: ci sono tanti pareri, tanti pensieri! Mi soffermo al commento di Ricc. perchè mi ricorda qualcosa che vivo. Il mio nipotino Giacomo (4 anni) vuole sempre che gli legga le favole.Per lui l' importante è sentirmi leggere.Vuole favole che parlino dei dinosauri. E ora debbo inventarmele perchè quelle sui libri sono già state lette tutte. Alla fine mi dice:"Nonna, ma le stai inventando tu?!" E' un esempio di udire e ascoltare e soprattutto riflettere. La tecnologia della televisione o del computer non lo interessa più...già superata! Buon tempo di Pasqua!

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    1. Ciao Lucia.
      I bambini hanno bisogno d'amore e credono che collocandosi al centro dell'attenzione possano raggiungere la soddisfazione. Non è così ed è normale, perché per capire il significato dell'amore è necessaria un'adeguata crescita. Per Giacomo non ancorà è arrivata l'età della tecnologia televisiva. Vedrai verso i 7/8 anni.
      Sì, è tempo di Pasqua, non dobbiamo dimenticarlo.

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  13. Può darsi che il virtuale stia prendendo troppo e sconfini spesso in quella dimensione troppo emozionale, come dici tu. Però questo pericolo e direttamente proporzionale alla nostra voglia di conoscere veramente chi abbiamo davanti, anche solo leggendo un suo scritto. Poi, ci sono i modi classici di approfondire e ascoltare chi veramente ci sta a cuore e sentiamo più vero/a, qui. C'è un rischio molto importante per i piccoli che si avvicinano a internet senza le dovute cautele e la consapevolezza dei genitori, che spesso non sanno nemmeno uare bene un pc.
    Buona serara Gus :)

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  14. Saray, quando l'io si dissocia perché ragione e affettività cessano di interagire, l'uomo diventa solo un fascio di reazioni emozionali governate dai media.
    Ciao.

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  15. Ci SONO piccoli e PICCOLI ... materialmente e SPIRITUALMENTE.

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