lunedì 5 marzo 2012

Solo dall'osservazione può nascere un ragionamento

Disse una volta il premio Nobel per la medicina Alexis Carrel: "Poca osservazione e molto ragionamento conducono all'errore. Molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità". Osservo le vie, le persone, le chiese, i bar, le osterie, le ormai fatiscenti sezioni di partito... Ma dopo l'osservazione, appunto, viene il ragionamento, il giudizio, la sintesi. Carrel (in Riflessioni sulla condotta della vita): "Nello snervante comodo della vita moderna la massima delle regole che danno consistenza alla vita si è spappolata...La maggior parte delle fatiche che imponeva il mondo cosmico sono scomparse e con esse è scomparso anche lo sforzo creativo della personalità...La frontiera del bene e del male è svanita, la divisione regna ovunque". ( Giussani) "Ognuno di noi nasce da una tradizione. La natura ci butta dentro la dinamica dell'esistenza armandoci di uno strumento complesso per affrontare l'ambiente. Ogni uomo fronteggia la realtà circostante dotato per natura di elementi che si ritrova addosso come dati, offerti. La tradizione è quella complessa dote di cui la natura dunque arma la nostra persona. Non perché abbiamo a fossilizzarci in essa, ma perchè abbiamo a sviluppare - fino anche a mutare e profondamente - quello stesso che ci è dato. Ma per mutare quello che ci è stato dato dobbiamo inizialmente agire "con" quello che ci è stato dato, dobbiamo usarlo. E' in forza dei valori e della ricchezza che ho ricevuto che io posso diventare a mia volta creativo, capace di sviluppare quello che io mi trovo tra le mani, e addirittura è in forza dei valori e della ricchezza che mi è stata data che io posso anche cambiarne radicalmente il significato e l'impostazione. Noi diciamo che la tradizione è come l'ipotesi di lavoro con cui la natura ci mette nel grande cantiere della vita e della storia. Solo usando questa ipotesi di lavoro noi possiamo incominciare, non ad annaspare, ma a intervenire con delle ragioni, con dei progetti, con delle immagini critiche sull'ambiente, e perciò su quel fattore estremamente interessante dell'ambiente che siamo noi stessi".

12 commenti:

  1. Il significato del rapporto osservazione-ragionamento è molto semplice.
    Dalle informazioni dei media che mi arrivano dalle televisioni e dai giornali si può inziare a ragionare, per esempio, sulla politica che si è allontanata dalla gente.
    Ma l'esattezza delle mie riflessioni dovrebbe presupporre una conoscenza del fenomeno.
    Entro nella sede di un partito politico importante. Vedo una scrivania piena di polvere, fotografie ingiallite, i pavimenti sporchi, le pareti dalla vernice scolorita, una serranda sfasciata. La mia impressione è che nel partito le persone vanno di rado. Per successive approssimazioni deduco che la realtà mi prospetta un distacco serio della gente dalla politica. Ora posso cominciare ad analizzare il fenomeno e pormi i perché. La base di partenza è un'osservazione certa e difficile da mistificare.

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  2. Il rapporto con la natura, oggi, va frantumandosi.
    Il cosmo non lo possiamo nemmeno osservare a causa dell'inquinamento atmosferico. La tradizione che resta è sola quella godereccia. Per esempio la gente conosce il significato del Carnevale?

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  3. Newton, conversando con un suo amico, ricordava quando per la prima volta la nozione di forza di gravità si formò nella sua mente. Fu causato dalla caduta di una mela, mentre sedeva in contemplazione. Si domandò perché la mela cade sempre perpendicolarmente al terreno. Pensò perché non cadeva a lato o verso l'alto ma sempre verso il centro della terra.
    E' cominciò a ragionarci sopra.

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  4. La tradizione è quello di buono che la nostra generazione lascerà ai figli. Il problema è non buttare tutto, considerandolo vecchio, ma prendere quello che può essere utile.
    Quando si pensa a una "società nuova", un pericolo grave in cui si può incorrere è l'immaginarsi la societò nuova come qualcosa di totalmente nuovo, dove la novità viene identificata con il diverso, il futuro viene disegnato con la eliminazione del passato. In questo errore gravisimmo cadono i giovani per tentazione e per politica gli adulti.

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  5. Io ero un ragazzino, quando il movimento del '68 arrivò in Italia nel '78. Il leader era Mario Capanna che non ho conosciuto. Non ancora ero diplomato, ma fui uno dei primi ad occupare l'Università di Pescara. Ero spinto dalla mia indole anarchica e rivoluzionaria e da una ragazza pugliese molto molto accogliente. Il mio '68 è scivolato in fretta. A me ha lasciato solo una notte d'amore. Potrei definirlo il ruggito di un leone. Il '68 ha sfasciato senza la forza di ricostruire, di proporre un cambiamento reale e non demagogico.

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  6. I miei dicevano che prima era tutt'altra cosa. Lo dicevano anche i miei nonni e prima ancora i loro genitori.
    Tutto cambia, passa e si altera. Ma tutto ritorna e nulla poi si muove un granché.
    E' successo prima del capitalismo globalizzato. Ora le cose si nono mosse, e malamente.

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  7. Ti leggo in "forma" :), molto ispirato.
    Commento e leggo domani (sono sfinita)! Con te non si può scrivere senza riflettere molto bene! :)
    Sei troppo esigente!
    Dall'osservazione nasce il ragionamento, bene!
    Maaa.. alcune situazioni sono davvero senza spiegazioni! :(
    Ps almeno ti ho fatto sorridere un pochino?? (nel mio blog intendo)

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  8. Quando si osserva con candore e disincanto si spalanca la luce della verità.
    Il ragionamento altro non è che un'elaborazione mentale soggettiva di chi guarda con gli occhi chiusi perché ha paura della verità.
    Il sorriso:
    -:)

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    1. L'infelicità deriva dal fatto che noi vogliamo le cose prescindendo da quello che abbiamo a disposizione.E' necessario tornare bambini per scoprire quello che c'è, accoglierlo con stupore, con gioia inventando giochi e storie sempre nuovi.
      Ciao Gus. Il treno mi aspetta(metaforicamente). E' lo stesso di sempre. Gli incontri qualificheranno questa giornata.

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    2. "Si osserva con candore e disincanto".. ecco mi ci vedo, ho difficoltà a non manifestare lo stupore.
      A chi mi osserva posso sembrare svanita, ma in verità (spesso) è quando "sento" di più!
      Riassumo in breve, e osservo con quanta cura "madre natura" (chi più, chi meno) ha donato un.."pizzico" di follia; all'uomo "infuse" più passione che ragione, i più..fortunati abbracciano gli alberi e pregano!
      Occhi chiusi per paura?? Mai!!
      Ciao :-)

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    3. Lo stupore è la risposta al quotidiano che cerca di appiattire le emozioni.

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  9. E' tutta la nostra vita che è decisa dagli incontri, ma soprattutto dagli incontri mancati.
    Buona giornata, Antonietta.

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