mercoledì 7 marzo 2012

Manca il controllo della comunità

Io non ce l'ho neanche con quei teppistelli.
Io ce l'ho con i genitori.
Genitori come quelli che hanno picchiato a bastonate un professore perché aveva OSATO di sequestrare un cellulare.
Poi penso: Allora è colpa dei genitori dei genitori, e così via?
Ed entro in uno schema mentale dilaniante.
Si può odiare un pedofilo che da piccolo ha subito a sua volta abusi sessuali? Si può biasimare un teppistello, quando sua madre batte e il padre lo picchia con la cinghia?

24 commenti:

  1. Io non ce l'ho neanche con quei teppistelli.
    Io ce l'ho con i genitori.
    Genitori come quelli che hanno picchiato a bastonate un professore perchè aveva OSATO di sequestrare un cellulare.
    Poi penso: Allora è colpa dei genitori dei genitori, e così via?
    Ed entro in uno schema mentale dilaniante.
    Si può odiare un pedofilo che da piccolo ha subito a sua volta abusi sessuali? Si può biasimare un teppistello, quando sua madre batte e il padre lo picchia con la cinghia?

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    1. Vale anche per un Dio che si è fatta sfuggire la situazione?
      Stai ATTENTO! ... TEOlogo dei mie CALZARI.
      Così giudicando arrivi ai NONNI che stringevano troppo il LACCIO, per poi scoprire le stesse cose le facevano di nascosto.

      La soluzione è un'altra ed E' VINCERE il MONDO.

      I SANTI più determinati sono stati DEMONI più crudeli.

      Vedi San PAOLO che fa dimenticare il CRISTO DURO in PAROLE che uccidevano lo SPIRITO, sempre per poi RIsuscitarlo.

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    2. Non me la sento di dare ai ragazzini di 14 anni una colpa che viene da lontano.

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    3. Se nasciamo con una colpa è giusto attribuirla nel rispetto dell'età. Dopotutto sotto i 14 anni sono sempre responsabili, in TUTTO, i genitori. Per questo è meglio tenerli un po' più stretti a LORO. Gesù non venne ad abolire il castigo dei padri sui figli ma INVITO' tutti ad aiutarsi tra loro perchè chi è in salute, RICCO ed EPULONE ... non sta meglio di chi sta scontando la pena.

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  2. Il solito cane che si morde la coda.
    E' difficilissimo passare dal circolo vizioso al circolo virtuoso.

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    1. Non bestemmiare il SANTO. Ma le conosci le storie di alcuni SANTI?

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  3. Siamo maestri nel coniare neologismi. Ci siamo persino inventati e riplasmata l'ingerenza ,per zittire la coscienza.

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    1. Non si può bloccare la coscienza che potrebbe UCCIDERCI internamente. La COM-PASSIONE è il motore del CON-GENITO.

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  4. La società si è trasformata da laboratorio a deposito.
    Una volta il controllo sociale esercitato era diretto in direzione di una umanità collettiva e di conservazione per quanto riguarda le istituzioni come la famiglia. Al centro c'era il soggetto uomo nelle sue varie aggregazioni e conseguenti applicazioni sociali.
    La mafia -come concetto culturale- è nata per tutelare gli interessi di una parte di Italia che era subalterna rispetto alle dinamiche dello stato centrale. Poi è degenerata diventando altro.
    Quando al concetto uomo si è sostituito il concetto merce, l'uomo è diventato meramente funzionale al consumo. E da laboratorio il sistema si è trasformato in deposito. Quindi non si crea e produce piu nulla ma si accumula con l'aggravate che accumuliamo emulazioni a specchio rimandateci dai media. Quindi un circolo vizioso. Non credo alla politica del recupero del controllo della famiglia perchè non è ammonendo o nuclearizzando che si formano coscienze. C'è bisogno di creare entropia fino a far scoppiare questo tutto disumanizzato.

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    1. Mi fa piacere sentire chi sostiene un Dio mafioso verso un solo popolo a discapito del Figlio?
      Ma un Padre AMA più la MOGLIE o il Figlio?
      E la MADRE?
      E il Figlio ... gli amici?

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  5. L'uomo da soggetto è diventato oggetto di un ingranaggio crudele che pone al cemtro dell'esistenza il denaro.

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    1. FALSO. Il vero RICCO non li vede neppure i DANARI.
      Il SANTO inizialmente VIZIOSO divenne antipatico ai RICCHI, che umiliava, e ai POVERI, che volevano pur provare ad esserlo per un solo giorno.

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  6. Già, quale esempio..purtroppo i ragazzini vivono la maggior parte della giornata da soli perchè i genitori vanno a lavorare. Posso dire per esperienza, sentendoli parlare tra di loro, che a 10 anni guardano il Gf di sera e le jene, non ti dico i commenti che fanno, hanno già una malizia che dà i brividi e mette a disagio, probabilmente non sanno nemmeno quello che dicono..almeno spero. Ma dove stanno i genitori di sera? E' più comodo fregarsene e lasciarli davanti alla tv o un pc da soli, giusto così, per stare in pace... e che non rompano. Ma fin quando? Poi, quando ai loro figli capita o fanno qualcosa di brutto, cadono dalle nuvole e non vogliono riconoscere gli errori dei figli..E spesso nemmeno i loro. Ciao Gus :)

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    1. Cara Saray, non basta più definirsi cattolici. Serve altro. Fare come Madre Teresa. Pregare cinque ore e andare dove si sviluppa la vita, dove la gente deve essere aiutata.
      Ciao.

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    2. Ritornare ad RIEVANGELIZZARE CASA NOSTRA. I VERI NEMICI sono sempre stati lì.

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  7. Non credo che si potrà attuare una inversione di tendenza all'interno di sistemi malati da tempo, solo con un ripristino dei controlli. Quando si parla di liberta' non si può solo portare come esempio l'Africa o Darfur, che sono prodotti di speculazioni colonialistiche o americane e nel prossimo futuro cinesi...Le tradizioni di quei popoli sono profonde, per generazioni i padri i nonni, gli anziani erano i depositari del sapere e dell'educazione,questo lo si trova in mille paesi,ancora, credetemi. Quello che manca è l'esempio, è il far vedere quello che è importante da parte di chi ha l'esperienza. In fondo forse nemmeno il denaro è la ragione primaria. Se scattano meccanismi dettati dalla pubblicità dove se non hai quel determinato telefonino, quel paio di Nike, quel jeans, sei fuori dal giro e quindi insufficiente, e non trovi nessuno che è in grado di spiegarti il perchè, è chiaro che accumuli tensione e rabbia sprigionata dalla mancanza di simboli contemporanei e ti aggreghi a leader falsi. Solo per inciso, Alberoni parla di queste cose da un lato, e dall'altro è un consulente e sociologo di operazioni di marketing gigantesche che rafforzano questo sistema. La libertà è un punto di arrivo solido e difficile che necessità confronti reali, se non si creano gli spazi per attuare un processo, non ci sarà scampo e la scuola dovrebbe essere in prima linea su questo e non lo è, e ho visto genitori scegliere spesso la via più semplice per una breve tranquillità.

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    1. I jeans stracciati più costosi di quelli sani è il MASSIMO. Come dire: Meglio FERITO che ... vivo.
      Ma ci piace proprio farci del male?

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  8. La nostra società è basata sulla precarietà che ha trasformato i valori spirituali in valori di consumo con una scadenza ed un uso specifico. I più piccoli sentono questa precarietà nel loro futuro ad attenderli e vi si riflettono adeguandosi ad un modello distruttivo e consumistico.
    Per recuperarli bisognerebbe recuperare prima la nostra ormai logorata società.

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    1. Non voglio essere catastrofista ma mi sa tanto che è iniziato il PERIODO FORTE della PROVA degli ULTIMI, cioè i primi. Meglio tardi che MAI.

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  9. Forse ci sono troppi genitori che continuano a sentirsi figli,a giocare al ruolo, con atteggiamenti adolescenziali o esattamente opposti, distraendosi dal fare il genitore in modo razionale.Così questi ragazzi non hanno riferimenti che li portano ad avere stabilità e un minimo di rigore morale.
    Ciao :)

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  10. E' cosi "germogliare". E' completamente assente la figura del padre che si limita ad imitare la madre.
    L'uomo è un essere strutturalmente aperto, definito dal compito inesauribile di "divenire ciò che è", come diceva Nietzsche. Rispetto a tutti gli altri essere viventi ha una caratteristica del tutto particolare: ha bisogno per la propria formazione di una "educazione" eccezionalmente lunga. Mentre gli animali, in tempo breve, sono in grado di attuare automamente tutti i comportamenti di cui geneticamente dispongono, per l'uomo vi è la necessità di una lunga traiettoria educativa. La stabilità rella relazione generativo-educativa è richiesta dalle caratteristiche stesse dell'itinerario di sviluppo della vita umana personale.
    Tale processo non implica solo la diade madre-bambino, bensì anche la figura maschile-paterna.
    L'emergenza dell'identità del soggetto umano ha un essenziale bisogno di avvalersi di differenza, complementarietà e chiarezza delle figure e dei ruoli rappresentati dall'uomo e dalla donna.

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    1. In una sola generazione si è rovinato quello che ciclicamente si tramandava. Non era negazionismo ma CONOSCENZA della miseria dell'uomo senza esperienza del mondo.

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    2. Gus. aspetta, da donna ti dico, sì, sono d'accordo con te sulla "qualità" e "quantità" dei ruoli genitoriali. Ma non me la sento di addossare tutte le responsabilità alla figura paterna, pensando a che momento difficile sia quello della donna. Con un'immagine pubblica che la vuole fashion, la tradizione che la vuole mamma, il tempo che la vuole entità autonoma (economicamente), e lei che cerca di capire che ruolo darsi e come darselo. In tutto questo ci sono i figli. L'emergenza dell'identità del soggetto parte da loro, sì, dici bene, solo così arriva un messaggio di forza e sicurezza per i ragazzi.
      buonagiornata

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    3. Il grande nemico dell'educazione è l'incapacità di rischio.
      Si annida in tutte le persone oggettivamente incerte.
      Non è una questione di fragilità o di contraddizione, ma è l'incapacità di lasciarsi interrogare da tutto, soprattutto dall'imprevisto. In questo caso l'educazione è il contrario di una tecnica.
      Questa gli toglie il fascino e lo rende noioso.
      L'esperienza è il capire una cosa. Scoprirne il senso.
      Il senso di una cosa si scopre nella sua connessione con il resto.
      Tutto è in noi ma i pezzi sono scomposti. Educare è un esercizio amorevole di pazienza che stimola l'altro a ricostruire l'immagine.

      Ciao.

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