domenica 4 marzo 2012

Il giudizio di valore



Il problema più grave dell'amore

non è a livello del cuore:

è a livello del giudizio,

perché è il giudizio

la radice del cuore.

Niente è desiderato

se non è prima

conosciuto.

Il giudizio è quel

fenomeno

per cui l'uomo

conosce

da uomo le cose,

ciò che fonda

l'oggetto verso cui

si rivolgono

i passi del suo

cammino,

lo scopo della sua

dinamica.

E' il giudizio di valore

la questione prima della

vita.

13 commenti:

  1. Il bene dell'io, come il bene comune, è un bene relazionale fatto di scelte definitive e stabili, che mantengano la caratteristica della permanenza, di un impegno di fedeltà e di costruttività.
    L'incapacità di permanere nella scelta significa l'incapacità di una effettiva responsabilità.
    Illudendosi di essere libero solo perché può continuamente cambiare le sue scelte, l'uomo finisce spesso per essere condizionato dalla mentalità dominante, dal potere enorme del mass-media. In realtà, spesso il potere sceglie lui, e l'uomo non è più protagonista. Solo la coscienza della propria identità rende protagonisti.

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  2. La libertà è innanzitutto capacità di una percezione

    che nasca da di dentro, determinata da qualcosa

    che suscita l'interesse dell'io: quel complesso

    di esigenze e di evidenze che costituiscono il volto

    originale dell'io, la struttura dell'umana natura.

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  3. II giudizio è l'applicazione dei criteri, che hai nel cuore, all'oggetto che ti crea un'emozione.
    Giudizio vuoi dire l'applicazione dell'Intelligenza, della coscienza, della ragione, a una determinata realtà per definirne la natura, l'essenza, il significato.

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  4. Vero e molto profondo il tuo post!
    Hai scritto, e compreso bene tutto tu, non aggiungo altro...:)

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    1. Sono molto attento alreale.
      Ciao.

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  5. Niente è desiderato

    se non è prima

    conosciuto.

    (ci devo pensare...)

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    1. Se non conosci non sai nemmeno se ti piace.
      Ciao.

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    2. io per conoscenza intendo qualcosa di molto approfondito
      quindi ritengo sia più corretto pensare che:
      niente è desiderato se non è prima
      assaggiato :-)

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    3. CONSUMATO!

      Ma nel ROVETO ARDENTE la META o la META'?

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  6. Non è prudente assaggiare quello che non si conosce.
    Nel giardino del Municipio c'è una pianta che somiglia alla lattuga.
    Uno va seguendo l'istinto e la mangia. Finisce male. Per la fretta non ha letto un cartello: "Pianta velenosa".
    Quindi, conoscere e poi assaggiare.
    Ciao Carla.

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    1. si assaggia solo ciò che piace, era scontato.
      (anche con gli occhi si può valutare).

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    2. Inizialmente!
      Poi con ludito!

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  7. si!:-)
    con tutti i sensi arrivi a conoscere profondamente...

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