mercoledì 14 marzo 2012

Dove va la Scuola?


Mi capita di parlare con ragazzi che frequentano le scuole secondarie.
Noto scetticismo, più o meno larvato o clamoroso. Alcuni sono infastiditi, altri, forse i più sensibili, mi sembra di vederli nel pieno di una bufera dispersiva. Svuotati di ogni capacità di slancio.
Forse si fanno studiare un'infinità di cose senza sforzarsi di far comprendere il senso di quelle cose.
La predominante analiticità dei programmi non aiuta il raggiungimento di un'effettiva presa di coscienza che possa condurre lo studente ad un'ipotesi esplicativa unitaria.
E' come prendere un orologio e smontarlo in tanti piccoli ingranaggi.
La sveglia non c'è più e manca una guida che aiuti lo studente a dargli l'idea sintetica per ricostruirla.
Si studia la storia senza far comprendere le varie manifestazioni degli uomini.
Una successione di date e di guerre. Nemmeno un accenno al modo di vivere dell'uomo che è cambiato percorrendo millenni di civiltà.
Forse la scuola sarà chiamata in causa perché incapace di formare buoni tecnici, bravi specialisti e gente competente.
Temo che non la si chiamerà in causa perché non è riuscita a formare veri uomini. La vita impone giudizi e scelte.
Il giovane le farà. Ma a causa della diserzione educativa della scuola le scelte non saranno frutto di un’adesione a criteri oggettivi, ma figlie dell’ illogicità derivante da valutazioni fatte in base a stupidi pregiudizi, visioni anguste e idiosincrasie o simpatie istintive.

32 commenti:

  1. Secondo me, che la carenza di valori si fa sentire anche nelle scuole, luogo in cui, dopo la famiglia, si dovrebbero formare gli adulti di domani. A parte che, da quel che vedo, anche la componente prettamente nozionistica è carente, ma manca anche un collegamento con la realtà pratica, che dovrebbe stimolare l'apprendimento.
    Ma, la cosa più grave è che si insegna solo, senza educare...educare non significa fare un un'ora di educazione civica, significa formare, cogliendo ogni occasione utile. Bisogna invogliare i ragazzi ad interessare a ciò che li circonda, a formarsi una coscienza critica... E' vero, si lamenta la mancanza di tecnici, ma anche dietro ai tecnici ci devono essere delle persone, prima di tutto.

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    1. A me sembra che un po' di colpa ce l'hanno anche i professori che trovo abbastanza demotivati. Tra i miei parenti ci sono degli insegnanti e anche un ex preside.Alcuni di loro insegnano ancora e trovano che il ministro Gelmini ha fatto fare alla scuola un tuffo in giù.Poi, ho l'esempio della mia nipotina di 12 anni. Frequenta la seconda media di una scuola con indirizzo musicale. E' tutto OK. Vedremo più avanti...Io sono abbastanza ottimista anche perchè le ragazze che Elena frequenta, siano esse compagne di scuola o amiche della Parrocchia sono proprio "persone" solari. Grazie.

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    2. Ci affidiamo alle persone solari.
      Ciao Lucia.

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  2. La scuola funziona quando i ragazzi non si annoiano.

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    1. Sei con...VINTO?
      Allora vale sempre la scuola della Vita?
      Quale vita?

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    2. Le tue sono domande retoriche.

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    3. Sta a te renderle ... lapidarie!

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  3. il mio professore ci ha insegnato l'inglese con le canzoni dei Beatles. Lui suonava,noi imparavamo il testo e cantavamo.
    In quei momenti pensavo che la scuola fosse il posto più bello del mondo.

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    1. Io conosco chi imparava la GRAMMATICA a scuola e la pronuncia a CASA ... non solo con gli "scarafaggi" che sapevano cantare la PACE e arricchirsi su questa SCONOSCIUTA.

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    2. Non disprezzare la cultura.

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    3. ... biologica? Quella dei lombrichi?
      Preferisco SEMPRE quella che arricchisce l'intelligenza. Per non parlare della SAPIENZA.

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    4. E' la u che fa la differenza.
      Ciao Angelo.

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    5. cOltùra e cUltùra dal latino cùltus che tiene a còlere: coltivare (v. Còlto) --- coltivazione e moralm. Civiltà; Erudizione.

      Stai attento! NON SONO SOLO. Io datti logos afro.

      Tu non conosci la RADICE del LOGOS ... e della RAGIONE?

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    6. Devo farvi sempre i riassunti, senza dei quali hai la brutta abitudine di partire per ogni punto di tangente ti piaccia.
      1.Partiamo dai “Pretesti”.
      2.Il pretesto mi serve per rilevare come una collettività, in una fase di scarsa o nulla creatività – che, massime, si esprime nell’Arte generalmente intesa (scilicet: nella Letteratura, nella Pittura, Cinematografia, ecc…) – la collettività deperisce (scilicet: diventa povera, addirittura corre il rischio di evaporare in un pluff).
      3.e veniamo alla differenza tra fra melos e logos. Il primo si produce in presenza di dolore o gioia, il secondo ne può prescindere, anzi, meglio se ne prescinde.
      4.Alcuni eventi che il logos non comprende pienamente, (scilicet: ha difficoltà ha comprenderne il senso) possono essere compresi se li canta il melos. Per esempio l’Olocausto e chiedevo se ne comprendi il senso attraverso:
      •gli elenchi dei deportati e dei gasati delle SS,
      •la sua complessa organizzazione,
      •le opere dell’ingegneria dei campi di concentramento
      •ecc…
      oppure se l’offerta di senso non fosse piuttosto in “Se questo è un uomo”, opera letteraria, ovvero, estensivamente, melos. (In ogni caso, c'è una differenza fra l'opera di Levi e le notizie d'archivio di Dachau? Se si, quali sono?)
      5.Aggiungevo che antropologicamente l’uomo “canta” in occasione di dolore o gioia. Perché con quel canto prova a comporre, in un senso che sia compiuto, il dolore ( o la gioia) che il logos non comprende fino in fondo. E non lo fa ricorrendo al logos perché il logos non gli può fornire quello che gli serve (comprensione di quello che non comprende e, quindi, consolazione). Il logos, per sua stessa definizione, ha dei limiti oltre i quali interviene il melos.
      6.Al proposito, tra l’altro, chiedevo perché si piange (letteralmente) la morte di qualcuno che ci è caro? Perche non si piange quando si rompe un rubinetto?

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    7. Il depresso piange anche quando si rompe la borsa di plastica. Perchè molti non hanno compassione verso chi non grida e nè piange quando soffre?

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  4. Insegnare la "comprensione" è penetrare più profontamente la verità,che è,forse, l'essenza sana dell'apprendimento.
    Rassicurare, e proteggere non è semplice. Nei giovani avverto la paura che si trasforma in aggressività.
    Dove c'è confusione la mente non è libera!
    In sostanza sono questi gli insegnamenti che nella mia adolescenza mi sono mancati e non solo a me!
    Un bacio grande! :)
    T.V.B

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  5. Ho detto un baciooo! :)

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  6. Questa mattina sei in vena di baci?
    Ciao.

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  7. Sei inca.....volato? :(
    Ieri avevo una grande difficoltà solo a scrivere, figurati a comprendere! Almeno rispondi al mio commento! :)
    P.s ora è tutto ok..più o meno!:)
    Bacio

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    1. I tuoi commenti sono perfetti.
      Non serve rispondere.
      Ti mando il bacio.

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    2. Uhm..io ci tengo ai tuoi commenti! Sto imparando Gus!
      Tutto bene?
      Baciii!

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    3. Tutto bene, tutto in ordine, niente a posto.
      Bacilli.

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  8. ..poi ci rimango male!... Influenzato?

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  9. No. Niente influenza.
    Un sorriso.

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  11. Google, volevi dire l'autrice,eh?

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    2. Direi di sì.
      Vai tranquilla.
      Bacio.

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    3. bravo il tuo professore d'Inglese.
      anch'io utilizzo le canzoni inglesi e americane, anche i Beatles e i Rolling Stones come pezzi vintage.
      e anche i video, i film,le registrazioni dei telegiornali della BBC e CNN...
      altrimenti come glielo insegno?
      onda

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    4. bravo il tuo professore d'Inglese.
      anch'io utilizzo le canzoni inglesi e americane, anche i Beatles e i Rolling Stones come pezzi vintage.
      e anche i video, i film,le registrazioni dei telegiornali della BBC e CNN...
      altrimenti come glielo insegno?
      onda

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    5. bravo il tuo professore d'Inglese.
      anch'io utilizzo le canzoni inglesi e americane, anche i Beatles e i Rolling Stones come pezzi vintage.
      e anche i video, i film,le registrazioni dei telegiornali della BBC e CNN...
      altrimenti come glielo insegno?
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    6. Lo so che sei brava. Meglio sarebbe soggiornare in america almeno sei mesi.
      Ciao.

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