mercoledì 22 febbraio 2012

Una percezione acuta del Tutto



 
 
 



Che il Mistero ci accompagni e ci illumini dall'alto proprio nell'UNO - in quell'unità del tutto che è indefinibile ed è Grazia.
Dare significato a ciò che per ciascuno di noi è da considerarsi un "valore" credo sia diventato semplicemente ridicolo; basta guardarsi intorno, soffermarsi a ciò che ci viene propinato come valore in questa società di completi disvalori per renderci minimamente conto che sarebbe tutto da azzerare e da rifare.

15 commenti:

  1. Che il Mistero ci accompagni e ci illumini dall'alto proprio nell'UNO - in quell'unità del tutto che è indefinibile ed è Grazia.
    Dare significato a ciò che per ciascuno di noi è da considerarsi un "valore" credo sia diventato semplicemente ridicolo; basta guardarsi intorno, soffermarsi a ciò che ci viene propinato come valore in questa società di completi disvalori per renderci minimamente conto che sarebbe tutto da azzerare e da rifare.

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  2. Il contrario del Tutto è il Niente.
    Questo dovrebbe farci riflettere.

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  3. Il post comincia con un preambolo chiaro sulla Chiesa. E' una critica.
    Il Valore è uno solo. Quelli che vorrebbe imporci la società dei consumi sono dis-valori, cioè menzogne.

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  4. La sequela "Tutto, Dio, Mistero" non è facile da comprendere.

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  5. La fede del "mistero" è grazia! :)
    Bacio Gus!

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  6. i valori sono importanti a prescindere dalla percezione del tutto...
    ciao Gus :-)

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    Risposte
    1. Si corre un pericolo, e riporto l'ultima parte del post:

      "Di fronte al Mistero l'uomo resta come confuso,
      ricorre all'immaginazione, cerca cioè di interpretare
      il suo rapporto col Tutto, e interpretandolo inevitabilmente
      lo riduce, e rimpicciolisce perciò il valore".

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  7. Sì, Sara, è una grazia.
    Ciao.

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  8. Davanti al mistero di Dio, l'umiltà dell'uomo, il credere, senza a volte voler capire tutto, diventa dono.
    Grazie per il tuo commento. Un caro saluto e buona serata.

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  9. Davanti al mistero di Dio, l'umiltà dell'uomo, il credere, senza a volte voler capire tutto, diventa dono.
    Grazie per il tuo commento. Un caro saluto e buona serata.

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  10. Sì, Saray.
    Inoltre, il credere senza la pretesa di voler capire tutto è l'unico modo per capire l'essenziale.
    Ciao.

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  11. Sono d'accordo, ma proprio per questo sento il bisogno di specificare.
    Ho fatto quell'osservazione nel blog di Cecilia perchè l'aut aut secco tra capire tutto e non capire niente è una pseudoalternativa, molto più protestante che cattolica.
    L'uomo non potrà mai capire completamente Dio, ma non è neanche sfornito di mezzi che gli consentano di illuminarne IN PARTE la natura. Dio è un Mistero che si è Rivelato.
    Come diceva Sant'Agostino, l'uomo è davvero "capax Dei".

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  12. La rivelazione deve essere comprensibile all'uomo, ma deve anche «essere l'approfondimento del mistero come mistero», non deve cioè essere una riduzione (L.Giussani).
    Ciao.

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  13. Sul quarto comandamento non è possibile discutere con chi afferma:
    "ho pensato, e detto chiaramente a lei, “era meglio se morivo io invece del papà“. Così, sgrammaticato, che sennò lei non capisce".

    "Così sgrammaticato sennò lei non capisce" per me è orribile.

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