lunedì 13 febbraio 2012

Quando la teologia si complica: gioia e letizia

Chi non è chiamato a un rapporto senza veli,
senza diaframmi che oscurano e inaridiscono,
che rendono arido un rapporto vero,
veramente in modo consapevole non è mai
lieto di una letizia come durata.
Contento sì, soddisfatto sì, ma non lieto; e la gioia
è una forma, non il miracolo che avviene
in chi ha la capacità di quella letizia.
Perché la gioia e la letizia sono due cose diverse:
la gioia è il fiore su un ramo, la letizia è il ramo.
Uno può dire: "Nella semplicità del mio cuore,
lietamente ti ho offerto tutto", ma non può dire
gioiosamente ti ho offerto tutto.
Sarebbe come un'esagerazione.
Esagerazione cosa vuol dire? Uscire dai limiti.
Uscire dai limiti, e perciò l'esagerazione è
contro la natura dell'uomo, che è fatta di limiti,
che è una partecipazione all'Essere e non l'Essere.

8 commenti:

  1. Non so perché, ma i miei post -spesso- criptici mi ricordano altre cose... come questo mi ha ricordato il racconto di un sacerdote a cui capitò di confessare un uomo vicino alla seconda nascita, che gli confessò come peccato, il fatto di non aver mai tradito in tutta la vita la propria moglie, ma di non averla mai amata.... ed era molto addolorato di questa sua mancanza.... il sacerdote lo cita sempre, da anni, come esempio di vero amore.

    RispondiElimina
  2. Chi confessa di essere peccatore, alla fine si salva.
    Chi dice di non aver amato, forse ha amato tanto.
    C'è una bella differenza tra un ramo che fa fiori e un ramo che non riesce a farli.
    La letizia è una consuetudine, la gioia un miracolo.

    RispondiElimina
  3. "L'essenziale e' invisibile agli occhi"dal Piccolo Principe.. La letizia la Gioia del cristiano e' un mistero oggi diciamo.. e' un dono di Dio, quindi non e nostra ma scaturisce dal cuore misteriosamente chi la spande sa' che non viene da se stessi ma e' la gioia e letizia di Dio che dimora nel suo cuore...non si sa' quando viene e quando va...come il vento...si puo' desiderare... ma i tempi non li conosce nessuno...tanta gioia nel tuo cuore caro gus un sorriso tvb.:))

    RispondiElimina
  4. il frutto dell'amore è la gioia.L'amore genera gioia.
    Se ami sei felice, anche se non sei ricambiato, perché l'amore è dono.
    Quando io ho faccio un regalo, sono felicissima,perchè vedo felice chi lo riceve, e questo mi basta, non penso di ricevere il contraccambio.
    Mi basta vedere la sorpresa o lo stupore di chi lo riceve.
    Ciao Gus!

    RispondiElimina
  5. Sì.
    Sulla letizia ho letto Francesco.

    Dai “Fioretti”…

    Avvenne un tempo che, san Francesco d’Assisi e frate Leone andando da Perugia a Santa Maria degli Angeli, il santo frate spiegasse al suo compagno di viaggio cosa fosse la “perfetta letizia”.

    Era una giornata d’inverno e faceva molto freddo e c’era pure un forte vento tanto che procedevano camminando l’uno innanzi all’altro e, mentre frate Leone stava avanti, frate Francesco chiamandolo diceva: frate Leone, se avvenisse, a Dio piacendo, che i frati minori dovunque si rechino dessero grande esempio di santità e di laboriosità, annota e scrivi che questa non è perfetta letizia.

    Andando più avanti San Francesco chiamandolo per la seconda volta gli diceva: O frate Leone, anche se un frate minore dia la vista ai ciechi, faccia raddrizzare gli storpi, scacci i demoni, dia l’udito ai sordi, fa camminare i paralitici, dia la parola ai muti, e addirittura fa resuscitare i morti di quattro giorni; scrivi che non è in queste cose che sta la perfetta letizia.

    E ancora andando per un poco san Francesco grida chiamandolo: O frate Leone, se un frate minore parlasse tutte le lingue e conoscesse tutte le scritture e le scienze, e sapesse prevedere e rivelare non solo il futuro ma anche i segreti più intimi degli uomini; annota che non è qui la perfetta letizia.

    E andando ancora più avanti san Francesco chiamando forte diceva: O frate Leone pecorella di Dio, anche se il frate minore parlasse la lingua degli angeli, conoscesse tutti i misteri delle stelle, tutte le virtù delle erbe, che gli fossero rivelati tutti i tesori della terra, e tutte le virtù degli uccelli, dei pesci, delle pietre, delle acque; scrivi, non è qui la perfetta letizia.

    E andando più avanti dopo un po’ san Francesco chiamava il su compagno di viaggio: O frate Leone, anche se i frati minori sapessero predicare talmente bene da convertire tutti i non credenti alla fede di Cristo; scrivi non è questa la perfetta letizia.

    E così andando per diversi chilometri quando, con grande ammirazione frate Leone domandò: Padre ti prego per l’amor di Dio, dimmi dov’è la perfetta letizia. E san Francesco rispose: quando saremo arrivati a Santa Maria degli Angeli e saremo bagnati per la pioggia, infreddoliti per la neve, sporchi per il fango e affamati per il lungo viaggio busseremo alla porta del convento. E il frate portinaio chiederà: chi siete voi? E noi risponderemo: siamo due dei vostri frati. E Lui non riconoscendoci, dirà che siamo due impostori, gente che ruba l’elemosina ai poveri, non ci aprirà lasciandoci fuori al freddo della neve, alla pioggia e alla fame mentre si fa notte. Allora se noi a tanta ingiustizia e crudeltà sopporteremo con pazienza ed umiltà senza parlar male del nostro confratello, anzi penseremo che egli ci conosca ma che il Signore vuole tutto questo per metterci alla prova, allora frate Leone scrivi che questa è perfetta letizia. E se noi perché afflitti, continueremo a bussare e il frate portinaio adirato uscirà e ci tratterà come dei gaglioffi importuni, vili e ladri, ci spingerà e ci sgriderà dicendoci: andate via, fatevi ospitare da altri perché qui non mangerete né vi faremo dormire. Se a tutto questo noi sopporteremo con pazienza, allegria e buon umore, allora caro frate Leone scrivi che questa è perfetta letizia.

    RispondiElimina
  6. E se noi costretti dalla fame, dal freddo e dalla notte, continuassimo a bussare piangendo e pregando per l’amore del nostro Dio il frate portinaio perché ci faccia entrare. E questi furioso per cotanta molesta insistenza si riprometterebbe di darci una sonora lezione, anzi uscendo con un grosso e nodoso bastone ci piglierebbe dal cappuccio e dopo averci fatto rotolare in mezzo alla neve, ci bastonerebbe facendoci sentire uno ad uno i singoli nodi. Se noi subiremo con pazienza ed allegria pensando alle pene del Cristo benedetto e che solo per suo amore bisogna sopportare, caro frate Leone, annota che sta in questo la perfetta letizia. Ascolta infine la conclusione, frate Leone: fra tutte le grazie dello Spirito Santo e doni che Dio concede ai suoi fedeli, c’è quella di superarsi proprio per l’amore di Dio per subire ingiustizie, disagi e dolori ma non possiamo vantarci e glorificarci per avere sopportato codeste miserie e privazioni perché questi meriti vengono da Dio. Infatti le sacre scritture dicono: cosa hai tu che non sia stato concesso da Dio? E se tu hai ricevuto una grazia da Dio perché te ne vanti come se fosse opera tua? Noi ci possiamo gloriare nella nostra croce fatta di sofferenze e privazioni. Sul Vangelo sta scritto: Io non mi voglio gloriare se non nella croce di nostro Signore Gesù Cristo.

    RispondiElimina
  7. Affermi che la letizia è uno stato dell'animo, la gioia una manifestazione passeggera di tale stato,il che mi trova perfettamente d'accordo. La letizia è la pace interiore che viene dal sentirsi nel cuore di Dio, poggiare il capo come Giovanni sul petto di Gesù e vivere l'estasi dell'amore.

    Ciao Gus, sono di un po' in panne,domani di nuovo in ospedale. Ti chiedo una preghiera, perchè possa sperimentare la perfetta letizia.

    RispondiElimina
  8. Prego per te da quando ho saputo del problema.
    La gioia è una conseguenza dell'amore. La letizia è l'appartenenza a Cristo.
    Ciao.

    RispondiElimina