mercoledì 8 febbraio 2012

Le teorie strane di Lutero

Secondo Lutero la salvezza passa attraverso le fede e le opere sono ininfluenti.
Secondo la Chiesa sono le opere ad assicurare la salvezza dell’uomo.
Intanto è indispensabile appurare il significato che Lutero e i cattolici danno ai termini “fede” e “opere”.

Leggiamo qualcosa dei Vangeli:
(a)La parabola del samaritano.
(b)Gesù crocifisso accanto a due ladroni.

La parabola del samaritano sembrerebbe favorevole a alla Chiesa. Il samaritano non ha la fede, ma aiuta un uomo perché vede in lui il suo prossimo. E’ l’opera e non la fede a salvare il samaritano.
Gesù nella croce assicura il regno dei cieli ad un ladrone che ha sbagliato tutto nella vita, ma nel momento cruciale riconosce in Cristo il figlio di dio. Guadagna la salvezza attraverso la fede
Secondo Lutero si arriva a dio attraverso la Bibbia. Non ammette la mediazione di un papa. In pratica diventa un papa senza accorgersene, ma va oltre i diversi dogmi della Chiesa, e mi sembra cosa intelligente.
L’altro postulato forte di Lutero è il rifiuto del libero arbitrio. Diciamo che è una sciocchezza. Solo l’intervento diretto di dio potrebbe evitare all’uomo l’errore, che teologicamente si chiama peccato.
Con un uomo perfetto non staremmo qui a parlare di religione.















La papessa della Chiesa luterana tedesca, Margot Kassmann, è stata arrestata. La polizia l'ha pizzicata ubriaca alla guida, sabato sera ad Hannover, dopo che era passata con il semaforo rosso. Dice dunque in proposito la 1 lettera di San Paolo Apostolo a Timoteo, capitolo 3, versetti 1-3: È degno di fede quanto vi dico: se uno aspira all'episcopato, desidera un nobile lavoro. Ma bisogna che il vescovo sia irreprensibile, non sposato che una sola volta, sobrio, prudente, dignitoso, ospitale, capace di insegnare, non dedito al vino.

9 commenti:

  1. La Chiesa non separa la fede dalle opere, come fa Lutero. Gal 6,7-8 ?Non vi fate illusioni; non ci si può prendere gioco di Dio. Ciascuno raccoglierà quello che avrà seminato. Chi semina nella sua carne, dalla carne raccoglierà corruzione; chi semina nello Spirito, dallo Spirito raccoglierà vita eterna. E non stanchiamoci di fare il bene; se infatti non desistiamo, a suo tempo mieteremo.? Secondo Paolo la nostra fede deve essere in ogni caso operante,e mai oziosa. Mi sembra che Teresa di Calcutta sia un chiaro esempio della fede operante. Lei prima di recarsi nelle strade per aiutare i malati pregava 5 ore. Quello che faceva era un atto d'amore verso Cristo.

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  2. Ci sono altri brani nei vangeli in cui Cristo fa riferimento espliciti alla fede. Per esempio: Dal Vangelo secondo Luca (17,11-19) Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all?infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va?; la tua fede ti ha salvato!». Ancora sull'importanza della fede: "Aumenta la nostra fede!". Il Signore rispose: "Se aveste fede quanto un granellino di senapa, potreste dire a questo gelso: Sii sradicato e trapiantato nel mare, ed esso vi ascolterebbe. Da meditare anche sulla carità secondo Paolo: Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi Fratelli, desiderate intensamente i carismi più grandi. E allora, vi mostro la via più sublime. Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita. E se avessi il dono della profezia, se conoscessi tutti i misteri e avessi tutta la conoscenza, se possedessi tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla. E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo, per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe. La carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d?orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell?ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno, il dono delle lingue cesserà e la conoscenza svanirà. Infatti, in modo imperfetto noi conosciamo e in modo imperfetto profetizziamo. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. Quand?ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Divenuto uomo, ho eliminato ciò che è da bambino. Adesso noi vediamo in modo confuso, come in uno specchio; allora invece vedremo faccia a faccia. Adesso conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch?io sono conosciuto. Ora dunque rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità. Ma la più grande di tutte è la carità!

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  3. CHE COSA È LA PREDESTINAZIONE? - Secondo S. Tommaso, la predestinazione è la maniera con cui Dio conduce la creatura ragionevole al suo fine che è la vita eterna (1.a, 1.ae q. XXIII. art. 1). S. Agostino nel libro del Dono della perseveranza, cap. VII, definisce la predestinazione: la prescienza e la preparazione di tutti i benefizi di Dio, per mezzo dei quali vanno certamente salvi tutti quelli che si salvano. Nel medesimo capo il santo Dottore insegna che tutto ciò che Dio dà, ha stabilito di darlo da tutta l'eternità; tutto quello che eseguisce nella dispensazione della sua grazia nel tempo, l'ha preveduto e predestinato prima di tutti i tempi. In questa dispensazione e distribuzione della sua grazia nel tempo, vi è una preferenza gratuita per tutti i Santi, cioè per tutti quelli che vivono e operano santamente. Questa preferenza è dunque preveduta, voluta, ordinata da tutta l'eternità; ed in ciò appunto sta la predestinazione. Nel capitolo XVII scrive: Dio dispone quel che farà egli medesimo secondo la sua infallibile prescienza; questo, e nient'altro che questo, significa predestinare. Nel libro poi della predestinazione al cap. X, nota che tutta la differenza tra la grazia e la predestinazione è, che la predestinazione è la preparazione della grazia, mentre la grazia è il dono stesso che Dio ci fa; quindi conchiude: «La predestinazione è una prescienza per la quale Dio ha preveduto quel che farà (De Praedest. c. X)».

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  4. Lutero ha letto bene la Bibbia? E' Cristo stesso che nega un rapporto diretto con dio: Dal Vangelo secondo Giovanni 14,1-6 In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: "Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l'avrei detto. Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io. E del luogo dove io vado, voi conoscete la via". Gli disse Tommaso: "Signore, non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?" Gli disse Gesù: "Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me". San Paolo sottolinea l'elemento della comunione con il Signore, e dei credenti fra di loro, data con l'eucarestia (I Corinzi 10, 14-22). La dottrina luterana prevede l'Eucaristia. Mi sembra una contraddizione con la teoria del contatto diretto tra uomo e dio. A me il luteranesimo appare come un movimento nazionale filo tedesco. Nazionalismo come le altre religioni protestanti.

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  5. Secondo Paolo la grazia è l'incarnazione. Dio che si fa uomo per morire sulla Croce e affrancarci dal peccato originale. Dio, spinto dal suo amore, ha mandato il suo Figlio verso gli uomini perché fosse il loro Salvatore. La salvezza che offre è assolutamente completa. Dio è perfetto, e non sarebbe soddisfatto se quelli che Egli salva non fossero resi perfetti. Se abbiamo colto qualche cosa delle ricchezze della sua grazia ricevendo una così grande salvezza, non cerchiamo più di migliorare il nostro "io" incorreggibile che è stato crocifisso con Cristo alla croce. Del resto in ogni cattolico c'è la consapevolezza che a noi peccatori non resta che affidarci alla Misericordia di dio. Ma questo non significa una situazione di stasi, ma un vivere operoso cercando di imitare il cammino indicato da Cristo. In ogni caso è Lutero che sbaglia quando vede la salvezza come una casualità, opure immagina un contatto diretto tra l'uomo e dio. Lutero non aggiunge niente al cristianesimo. Si limita a togliere. Aumenta la superbia dell'uomo facendogli credere di essere capace di comprendere le "Scritture". Invece molti cristiani abbandonano gli agi e vanno in terre lontane a portare soccorso a chi soffre a chi rischia di morire per fame.

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  6. Il concetto cattolico di predestinazione è espresso chiaramente in S. Agostino, secondo il quale la predestinazione ?è la prescienza e la preparazione dei benefici divini, con i quali vengono sicurissimamente liberati coloro che sono liberati? (De dono perseverantiae 14,15) e da San Tommaso secondo il quale la predestinazione ?è il disegno concepito dalla mente divina che mira ad indirizzare alcuni alla salvezza eterna?. Essa ?è parte della provvidenza relativamente a coloro che da Dio vengono ordinati alla salvezza eterna? (Somma teologica I, 23, 2 e 3). Pertanto secondo i due grandi teologi e dottori della Chiesa esiste solo una predestinazione alla salvezza, non alla dannazione. Per quest'ultima essi adoperano la categoria della riprovazione (reprobatio) e non quella della predestinazione. La riprovazione viene attuata in base alla condotta degli uomini, alle loro cattive azioni, alla loro ribellione a Dio. Pertanto la predestinazione indica la speciale assistenza (la provvidenza) che Dio concede ai buoni per condurli alla vita eterna. A questo punto è lecito domandarsi se Lutero abbia saputo leggere, abbia letto e non capito, abbia letto, capito e imbrogliato.

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  7. (M. Lutero, Il servo arbitrio, in Opere Scelte, 6, a cura di E. De Michelis Pintacuda, Claudiana, Torino 1993, p. 125): col peccato originale l?uomo si è totalmente corrotto e ha perso la libertà. La volontà umana è come una bestia da soma posta fra due cavalieri. ?Se la cavalca Dio, vuole e va dove Dio vuole. Se invece la cavalca Satana, vuole e va dove Satana vuole. E non è nella sua facoltà scegliere o cercarsi uno dei due cavalieri?. Lutero non dà spazio alcuno al libero arbitrio. Sono predestinati tanto coloro che si salvano quanto coloro che si dannano. Ignora anche che Gesù con il battesimo toglie all'uomo il peccato originale. Il monaco non ha letto i Vangeli.

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  8. Credo che una persona sana di mente non voglia "dannarsi"...eppure!
    EPPURE quante persone disperate ho visto, ma non l'hanno voluto loro! Non è libero arbitrio, e nemmeno essere predestinati!
    Mi chiedo: è soprattutto fortuna?
    Ciao Gus

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  9. Ciao Sara.
    Non credo alla fortuna-sfortuna.
    Io parlo sempre di casualità, negativa o positiva.

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