domenica 12 febbraio 2012

La figura di Francesca



Non so né il perché, né il per come 
ma nella mente mi frulla conoscere la figura di Francesca 

protagonista del V Canto dell'Inferno. 

Un viaggio attraverso le interpretazioni che questa figura 

ha suscitato nei critici delle diverse epoche. 

Dalla prostituta dipinta nel nel Trecento, all'eroina dei romantici, 

all'intellettuale di provincia nel 900. 

Chi ha ragione? 

Leggere è un'operazione esistenziale: tanto più sono coinvolto, 

tanto più riesco a cogliere il vero significato del testo. 

Mi vedo di fronte a Dante con l'impertinenza e la curiosità 

dei bambini, impazienti di scartare il dono che è la poesia: 

qualcosa di vivo, che parla della realtà e della verità e, quindi, del nostro essere uomini.




13 commenti:

  1. Travolta da una passione che non conosce la ragione.
    Travolta dalla bellezza del suo corpo e della sua anima.
    Travolta dai suoi pochi anni.

    Travolta da un destino troppo crudele, sino alla fine, in un cerchio per "lussuriosi".
    E in fondo l'amore vero è sempre un lusso.

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  2. Nel Pater è scritto: "Non ci indurre in tentazione", che significa, aiutaci nel momento della tentazione. Penso che l'aiuto ci sia ma si dovrebbe rispettare una regola: non ficcarsi nelle situazioni pericolose, e Francesca non lo ha fatto.
    Io amo il matrimonio.

    Il matrimonio è una promessa spontanea, leale e impegnativa verso un'unione frutto di una libera scelta.
    E' la conseguenza del dono di se stessi che gli sposi si fanno l'uno all'altro.
    Può sembrare difficile, persino impossibile, legarsi per tutta la vita ad un essere umano.
    Bisogna superare lo scetticismo della società. Un’esperienza che la mentalità comune disistima e talvolta censura.
    Si ritiene che l’amore debba cessare e quindi la separazione tra gli sposi finisca per diventare inevitabile.
    E’ un modo per sfuggire ad una realtà che può essere fatta anche di sacrifici e rinunce.
    L’amore coniugale comporta una totalità in cui entrano tutte le componenti della persona.
    Richiamo del corpo e dell’istinto, forza dell’affettività, aspirazione dello spirito e della volontà.
    La fedeltà coniugale è un’esperienza ragionevole e piena di fascino. Dà un senso compiuto alla tua vita.
    Potrei anche affermare che è una vocazione.

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  3. La storia di Paolo e Francesca è la più bella e toccante tra quelle mai narrate, e soprattutto tra i personaggi danteschi. Nonostante egli li collochi nell'inferno, secondo la mentalità dell'epoca, non poteva fare altrimenti, si nota però, tra le righe, compassione e forse anche simpatia per questa sfortunata coppia di amanti.

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  4. Bel post Gus! Compassione e simpatia?? Poveri! :(
    Bacio!

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  5. Forse Dante grazia alla sua magia avrà enfatizzato eccessivamente la storia d'amore.
    Ciao.

    -:)

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  6. Forse Dante a compassione di se...
    vedo che hai letto i nove saggi danteschi di B. una buona settimana.

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  7. Dante non può mandarli in Paradiso, ma li colloca in una particolare beatitudine infernale.

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  8. ci vorrebbe sempre un pò di compassione nella vita...
    un abbraccio e buona giornata Gus:)
    moni

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  9. Gesù ebbe compassione dell'adultera. Tanta tenerezza da cambiare le leggi del vecchio testamento, o meglio farci capire che l'uso delle leggi spetta solo a Dio.
    Un abbraccio.

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  10. Ebbe compassione non mi piace!:( Preferisco la pietà. Ha (secondo me) un significato diverso, più umile!
    Ecco, tanta tenerezza va benissimo. :)
    Ciao.

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  11. La pietà è un sentimento provato con distacco nei confronti di qualcuno.
    La compassione è sentirsi vicino all'altro, quasi con solidarietà. Possiamo scegliere la Misericordia, la stessa che ebbe per Zaccheo.
    Ciao.

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  12. Sai Gus la storia di Paolo e Francesca mi ha sempre attratta, forse perché sono una romanticona, forse perché ho trovato che hanno avuto un infelice destino,forse, chissà, perché?
    ciao!

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  13. Il perché è dentro di te.
    -:)

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