venerdì 10 febbraio 2012

Le storie di Gus

Il mio professore di lettere,
Lanfrodi Capone,
che uomo,
comunista,
sempre in stivali da gringo,
pantaloni di velluto verdi a zampa d'elefante,
giubbino di jeans stinto,
capelli, basettoni, occhiali e mustacci,
sempre il manifesto sotto il braccio.
entrava e diceva,
"Le teste di cazzo non mi rompano i coglioni",
ovviamente si mettevano a giocare a carte.
Pochi seguivano.
Lo diceva all'inizio dell'anno,
io non boccio,
sei politico a tutti,
ma non rompete i coglioni a chi vuole ascoltare.
Ovviamente allora si fumava in classe.
Ovviamente lo amavano tutti.
Ovviamente era deluso della piega del mondo,
aveva capito tutto.
Morì d'infarto durante una partita a poker.
E' ancora una leggenda in provincia di Pescara.

5 commenti:

  1. Oggi ricordo frasi e lezioni di allora dei miei Prof. Posso dire che loro lo sanno che veranno ascoltati dopo molto tempo, forse era una malinconia del mondo che vedeva e il futuro dei giovani non propizio.

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  2. Forse aveva capito che insegnare è difficilissimo.

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  3. Credo sia la cosa più difficile in ogni situazione, e non solo quando sei investito di tale carica, vale per ogni tipo di relazione.

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  4. Insegnare è una scelta è libertà!
    E' più difficile capire o meglio comprendere!
    Bacio
    Notte Gus
    Ps temo che il mio p.c non durerà molto!!

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  5. Giusto Sara. Insegnare è una scelta di libertà e non il modo di risolvere il personale problema occupazionale.
    Lunga vita al p.c.
    -:)

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