lunedì 6 febbraio 2012

Deleuze e Guattari

 
















Si può, a partire da Freud e dall'espansione della psicanalisi, tracciare di nuovo una genealogia culturale ed intellettuale che, da Reich (La funzione dell'orgasmo) a Marcuse (Eros e civiltà) passando per Foucault (Storia della follia nell'età classica), l'antipsichiatria (La politica dell'esperienza di Laing) o ancora Lawrence (Eros et les chiens) e Miller (Amleto), sfocia ne l'Anti-Edipo. Esso fa arte di quelle opere che, alla maniera di qualche contemporaneo, (Foucault, Lyotard, Castoriadis, Baudrillard), spingono a riconsiderare la questione del potere, soprattutto riguardo ai meccanismi per i quali il potere repressivo venga introiettato dagli oppressi. Primo grande libro dell'epoca del Maggio 68, ebbe una grossa eco (ma pochissima stima da parte degli psicanalisti, per la maggior parte ostili al suo indirizzo), in particolare presso autori riscoperti ai nostri giorni dal pensiero «gay», come ad esempio Hocquenghem (Il desiderio omosessuale) o Wittig (Il pensiero corretto).










Da WIKI







17 commenti:

  1. "Si chiama fede, conoscenza per fede, il riconoscimento della realtà attraverso la testimonianza che porta uno, che si chiama appunto testimone o teste [...] è una conoscenza della realtà che avviene attraverso la mediazione di una persona fidata, adeguatamente affidabile. Io non vedo la cosa; vedo soltanto l'amico che mi dice quella cosa, e quell'amico è una persona affidabile, perciò quello che lui ha visto è come se l'avessi visto io. [...] Quindi la fede, prima di tutto, non è soltanto applicabile a soggetti religiosi, ma è una forma naturale di conoscenza, una forma naturale di conoscenza indiretta: di conoscenza però! [...] La ragione è una cosa viva che, perciò, per ogni oggetto ha un suo metodo, ha un suo modo, sviluppa una caratteristica dinamica, ha anche una dinamica per conoscere cose che non vede direttamente e che non può vedere direttamente, le può conoscere attraverso la testimonianza di altri: conoscenza indiretta per mediazione."

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  2. Mia figlia torna a casa tutta emozionata e mi dice: "Papà, mentre andavo dal parrucchiere ho visto un autovettura che ha investito un passante. E' arrivata l'autoambulanza, ma ormai era morto".
    Io non ho visto l'incidente, ma credo a mia figlia perché la reputo una testimone attendibile.
    Questo fenomeno è una testimonianza per fede.
    Cristo, nel suo lungo peregrinare parlava e la gente ascoltava.
    Chi lo aveva sentito lo raccontava a un conoscente e questi a un'altra persona. Qualcuno che conosceva Cristo ha cominciato a scrivere le sue parole. Anche chi non lo conosceva, basandosi su una testimonianza credibile, ha fatto altrettanto. Così sono nati i Vangeli, le prime comunità di credenti e infine la Chiesa.
    La cultura, la storia e la convivenza umana, si fondano su questo tipo di conoscenza che si chiama fede, conoscenza per fede, conoscenza indiretta, conoscenza di una realtà attraverso la mediazione di un testimone.
    Tu sei certo che Napolene sia esistito? Lo hai conosciuto? No, di certo, ma ci credi. Certo, è scritto nei libri di storia. Ma i Vangeli non sono una storia?

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  3. Ciao Paola.
    Deleuze più che un filosofo è un rivoluzionario della filosofia.

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    2. concordo Gus. e non è categoria.

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    3. Ciao Neve.
      E' il filone della contro-cultura.

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    4. il filone del pensiero errante. e della "contro-analisi"... Guatteri: come restituire la potenza del senza-senso in difesa del dolore?

      certo un colpo di maglio questa "domanda".

      seguo la discussione qui con interesse.
      un saluto a te e ai tuoi ospiti.
      paola

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    5. Ciao Paola.
      Guatteri cerca di separare l'alienazione mentale da quella sociale. Tu lo sai che Guatteri considera Freud un mero romanziere e non l'inventore della psicoanalisi?

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    6. sì. romanziere moderno (credo sia un peggiorativo)... sorrido..

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  4. Ho letto quasi tutto Deleuze, anzi l'ho riletto, e nella rielettura o nuova lettura non mi è parso un "rivoluzionario della filosofia", naturalmente non è facilmente classificabile. Era un latinista, questo si.

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  5. Del resto Ben Watson afferma che Deleuze e Guattari escono dalla filosofia ed entrano nella schizoanalisi.
    Ciao Aeroporto2.

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    1. Qualsiasi analisi è questione di temperamento. E' questo può influire o fluire (più adatto per il mestiere di Ben) nell'analisi.

      Trovo il tema di Ben, "riduttivo", per quello che ho potuto leggere qua:http://www.amnesiavivace.it/sommario/rivista/brani/pezzo.asp?id=256
      qui un pezzettino finale
      "La dialettica - che Deleuze e Guattari condannano come logica binaria ("o. . o. . ") - risponderebbe che al "flusso totalitario" occorre opporre mobilitando una controcultura, un'avanguardia, un partito rivoluzionario. La schizoanalisi, invece, può solo suggerire "e... e... e... ". In altre parole, ancora un'altra alternativa alle alternative già disponibili....."


      un saluto aer.

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    2. Ciao Aer.
      C'è qualcosa che mi affascina in Deleuze, che è un creativo.
      Per esempio i percetti, i concetti e gli affetti.
      Ben è sicuramente riduttivo.

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    3. Ma ha ragione. Semplicemente nei suoi commenti ha ragione, con buon senso ed include anche il valore sentimentale alla ragione, il divenire, che è forma nel sentimento. Nella sua intervista televisiva (il dizionario filosofico) con voluta semplicità, d'altronde per un pubblico televisivo, affronta questi temi, godibili su you tube.
      E' un problema linguistico, di significato, di etimo. Volendo significare il problema "francese" per eccellenza. Quindi è ovvio occuparsi della "grande memoria". Scherzosamente l'ho definisco l'ultimo dei latini. Il problema della mistificazione, il problema dell'astrazione. grazie ed una buona giornata.

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    4. era l'ho definito... e non lo definisco, si spiega l'errore così, mi scuso.

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  6. Sant' Agostino disse: comprendo perchè credo e credo perchè comprendo!
    Dunque una "filosofia" di fede!:)
    Eh! schizoanalisi?? :)
    Ciao Gus e buona serata

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    1. Sara non hai letto la "Revue des schizoanalyses?". E' di Guattari. Si accoppia bene con Deleuze.
      Ad Agostino preferisco Tommaso che è molto più vicino a Dio. Lo sai che Lutero in base a quello che ha scritto Agostino sulla teoria della predestinazione ha spaccato la Chiesa?
      -:)

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