sabato 28 gennaio 2012

Poveri e bisognosi di una risposta

Bisogna che diventiamo poveri, ossia certi di alcune grandi cose.
Il povero è chi è certo di alcune grandi cose, per cui costruisce una cattedrale anche se vive in una catapecchia, essendo così cento volte più uomo di chi ha come orizzonte ultimo un appartamento confortevole.
Perché essere poveri è essere certi?
Perché la certezza implica l'abbandono e il superamento di sé.
" Sono piccolo, sono niente, la cosa vera e grande è un'Altra".
Secondo l'economia la povertà è la mancanza di un reddito, di una proprietà, di un bene.
Non c'è un automatismo che ti fa passare dalla povertà economica alla Fede, anzi la povertà può incattivirti, spingerti a rubare, oppure prostituirti.

6 commenti:

  1. La non poverà si oppone alla speranza perché colloca la sicurezza nella felicità futura in un certo possesso: " Spero domani di guadagnare alla lotteria sette miliardi. Con sette miliardi dico all'anima mia, mangia e bevi, stai tranquilla che ora hai tutto".
    Il fatto nuovo è il passaggio dai valori portati da Cristo, all'avvenimento di Cristo, non più estraneo alla nostra vita.

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  2. Bisogna che diventiamo poveri, ossia certi di alcune grandi cose.
    Il povero è chi è certo di alcune grandi cose, per cui costruisce una cattedrale anche se vive in una catapecchia, essendo così cento volte più uomo di chi ha come orizzonte ultimo un appartamento confortevole.
    Perché essere poveri è essere certi?
    Perché la certezza implica l'abbandono e il superamento di sé.
    " Sono piccolo, sono niente, la cosa vera e grande è un'Altra".
    Secondo l'economia la povertà è la mancanza di un reddito, di una proprietà, di un bene.
    Non c'è un automatismo che ti fa passare dalla povertà economica alla Fede, anzi la povertà può incattivirti, spingerti a rubare, oppure prostituirti.
    La teologia dà un concetto diverso alla povertà, cioè l'abbandono e il superamento di sé e la certezza di un Altro.
    La povertà è un amore non verso se stesso ma diretto a raggiungere un altro.
    La povertà è un corollario della Speranza. Se non diventi povero ( l'abbandono e il superamento di sé) non puoi sperare. La Speranza di un uomo è che la sua Fede giunga a compimento. Ma per sperare devi avere la certezza su una cosa presente.
    La Speranza come certezza in una cosa futura poggia su tutto il passato cristiano, poggia su tutta la memoria cristiana, poggia su tutta la certezza di quella Presenza che è incominciata duemila anni fa ed è arrivata fino a te. Se non c'è puoi solo dar spazio all'immaginazione.
    "Domani vinco al lotto è divento ricchissimo".
    Le esigenze del cuore pretendono di essere esaudite. Siccome l'uomo non ha la forza di realizzarle, di raggiungere cioè il traguardo che esse fanno prevedere, l'uomo dà forma a questa pretesa secondo il volto, secondo la consistenza fragile e ultimamente illusoria che si chiama sogno. Il cuore dell'uomo sogna, dà una forma positiva al suo cammino. Ma il sogno del cuore dell'uomo non può sostenere le ragioni di una certezza, della certezza che le esigenze siano esaudite.
    Si può anche sognare che la sofferenza dell'uomo dipenda da un dio, da un impostore chiamato Cristo e dalla Chiesa, che hanno tolto all'uomo anche la speranza della felicità imponendo il sacrificio a vantaggio di una casta che manipola l'uomo per il proprio potere. E lo fa da duemila anni.

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  3. "Ci fa sentire più sproporzionati che mai"
    Chi?
    Scrivi in plurale maiestatis o per altri,ma se scrivi tu,allora è :Mi sento più sproporzionato................................................................
    Felice fine settimana,fulvio

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  4. Scrivo per chi si riconosce in:

    "Ci fa sentire più sproporzionati che mai".


    Ciao Fulvio.

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  5. Emozionante ciò che hai scritto nel secondo commento! :)
    Hai riassunto in breve l'essenza della vera vita!
    E' molto importante comprendere bene il significato..bisogna viverli certi momenti :)
    Buona domenica Gus

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  6. Solo l'impatto con la realtà dà spessore alle nostre elaborazioni mentali soggettive.
    Un abbraccio, Sara.

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