venerdì 6 gennaio 2012

Oggi sembra prevalere



l'immagine di un padre assente, lontano,

insignificante sul piano educativo,

preoccupato soprattutto di proporre

in chiave maschile tenerezze e attenzioni materne.

Un padre che non spiega, non offre sicurezze,

non rimprovera neppure quando necessario,

ma gioca, sorride, intrattiene con dolcezza.

Più incline alla simpatia che all'autorevolezza, più

morbido, fluttuante, ondivago.

Con un grande rischio agli occhi dei figli:

l'incoerenza e quindi la scarsa credibilità.

6 commenti:

  1. Il problema è che oggi si vuole essere troppo amici dei figli e poco genitori.
    Ma si può essere amorevoli e avere un buon rapporto, ma una autorità ci deve essere, una guida.

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  2. Una buona Epifania del Signore a Te Nonsonogus

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  3. Grazie Riccardo.
    Oggi con questo termine si intende la prima manifestazione pubblica della divinità, con la visita dei Magi (sacerdoti astronomi Persiani) al bambinello Gesù.

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  4. La penso come te, la figura del Padre deve rimanere Padre...e quella della mamma anchequindi ben distinte parte la confusione dei giovani propia da queste figure incoerenti...Buona contemplazione dell'Epifania....un sorriso caro gus:)))

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  5. Non sono stato mai un amico di mia figlia ma un padre premuroso e affettuoso,i baci e gli abbracci nel nostro rapporto sono stati e lo sono ancora la normalita,ho cercato di essere giusto ma mai severo,ho dato tanta fiducia e sono stato ampiamente ricambiato,non ho mai creduto nelle punizioni ma nel dialogo e nel confronto fin dalla più tenera età,non ho mai imposto ma solo consigliato e credo di essere stato nel giusto con il mio comportamento.I risultati sono evidenti:Mia figlia si è laureata in psicologia con la "Lode",svolge un lavoro interessante presso una grande compania di assicurazioni,assunta,dopo una dura selezione, con un contratto di lavoro a tempo indeterminato,è mamma di una meravigliosa bambina di quasi due anni e moglie di un bravo ragazzo.Se sono stato un padre permissivo e per nulla autoritario,sono felice della mia scelta.
    Un caro saluto,fulvio

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  6. Sono contento per te, Fulvio.
    Affrontare il rischio educativo è difficilissimo.
    Don Maurizio, un prete di Bergamo che ha tenuto a Pescara corsi di teologia, un giorno mi disse:" Augusto, quando tuo figlio va a dormire fermati sull'uscio della stanza e domandati che fa e e dove va. Se entri subito nella sua camera vedi che dorme con un viso bello, angelico. Lo sfiori con un bacio e te ne vai". Serve il distacco. L'ho scritto sotto il titolo di questo blog. Il distacco è separare in certi momenti l'affettività dalla ragione e porsi delle domande.

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