domenica 22 gennaio 2012

Les Murray

Oltre il non saper scrivere sembrerebbe in crisi anche l'osservazione. Poche immagini ci turbano, quasi nessuna ci muove, ci è motivo di scoperta. 
Les Murray in alcuni suoi versi ricorda che Newton osservando la mela cadere dal ramo ha capito molte cose, e aggiunge però che se si fosse anche chiesto come diavolo aveva fatto ad arrivare lassù quella mela,allora avrebbe scoperto una fisica perfetta. 
Guardare veramente è un atto di implicazione con tutti gli aspetti del fenomeno. Cioè è usare la ragione.
Ancora una volta mi torna in mente la congiura delle ombre e la angosciante previsione sul futuro prossimo della cultura.
Nella mia esperienza, ciò che la coscienza ha in comune con l'arte è la capacità di accadere in modo istantaneo e convincente, un rifiuto totale della menzogna (in arte non si può mentire, così come nelle preghiere), un'eloquenza che è dentro e va oltre le parole, e una logica rigorosa che funziona senza bisogno di parole, sul piano della struttura.
"L'incarnazione e altre incarnazioni"

3 commenti:

  1. Bello il nesso arte-coscienza. Conferma la naturalezza dell'arte sin dalla preistoria, il suo appartenere solo all'essere umano.

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  2. L'arte, quella spirituale, è visibile a pochi credo!
    Ammiro molto gli artisti e la loro arte: è un dono..fino a quando la follia non supera il genio!
    Buona domenica

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  3. la domanda di Dostoevskij:
    "Un europeo dei nostri giorni, un uomo colto, può credere davvero in Cristo?".

    Io rispondo sì.
    Cristo è un forte elemento di contraddizione rispetto all'esistente. Siamo sempre di più una società immersa nell'esistente, condizionata dall'esistente: ormai è l'unico orizzonte della vita individuale e collettiva. Qualcosa che faccia alzare lo sguardo e porti il cuore da un'altra parte è un salutare elemento di contraddizione. Sposta l'orizzonte di pensiero e di creazione. Ne abbiamo bisogno sempre di più.


    Ciao Sara.

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