mercoledì 18 gennaio 2012

L'eccezionalità dell'evento accaduto

Quando si incontra una persona importante
per la propria vita,
c'è sempre un primo momento che ci fa
percepire un presentimento che qualcosa
in noi è messo alle strette dall'evidenza
di un riconoscimento ineludibile:
"Ecco, è lui, ecco, è lei.".
Ma solo lo spazio dato dal ripetersi di
questo avvenimento carica l'impressione
di peso esistenziale.
Cioè, solo la convivenza lo fa entrare
sempre più radicalmente e profondamente in noi, fino
a che, ad un certo punto è assoluto.
Ma non basta.
La conoscenza sarà una persuazione che avverrà
lentamente e nessun passo successivo
smentirà i precedenti.
Dalla convivenza deriverà una conferma di
quella eccezionalità dell'evento accaduto.
Si sperimenta ciò non come una vaga
eventualità, ma nella sua evidenza stringente.
Abbiamo bisogno subito di capire
che l'amore è fatto dal ripetersi di tanti riconoscimenti,
cui occorre dare uno spazio e un tempo
perché avvengano.
L'uomo di oggi ha fretta o inganna se stesso.
Per questo l'amore diventa solo un gioco che
prima o poi finisce per annoiarci.

5 commenti:

  1. Guardandosi attorno pare non essercene, ma c'è. Al tempo bisogna dare valore, così come al cuore.

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  2. Anch'io sono convinta che c'è.
    Ciao buona giornata!

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  3. Ciao Daniela.
    C'è, ne sono certo.
    La convivenza non è abitare insieme in un appartamento. E' il modo sbagliato per conoscersi. Non bisogna forzare i tempi. L'attesa è fondamentale.

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  4. Sono sempre stato innamorato,anche se non della medesima persona e forse per questa ragione non ho mai sentito la noia,e non la sento adesso che sono innamoratissimo.

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  5. Sono contento per te.
    Ciao.

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