lunedì 23 gennaio 2012

La vita umana ridotta a segmenti



Gli ostacoli sociali derivano oggi dal fatto che la modernità suddivide ciascuna vita umana in una molteplicità di segmenti.

La cultura della società di oggi produce un'immagine e un sentimento dell'io come aggregato di segmenti o frammenti. Ogni segmento, ogni frammento- il rapporto affettivo, il lavoro, la religione, il riposo, il divertimento, ecc. - ha la sua legge, ha una dinamica stabilmente fissata e ineludibile ( ci sono delle leggi per giocare a calcio, ci sono altre leggi per il rapporto tra un uomo e una donna, o per affermarsi nel proprio lavoro, e via dicendo). Tutti i segmenti sono governati da una loro legge, perciò è come se la realtà rimanesse tutta terremotata.

L'esito di un simile comportamento culturale e psicologico è quello di azzerare ogni costruzione in frammenti, dispersi per terra e l'uno contro l'altro in lotta. Come dopo un violento terremoto, non esiste più la casa e non esiste più il paese, esistono mucchi di sassi, pezzi di mura.

5 commenti:

  1. Diciamo che il controllo sociale si esercita meglio se ridotti a tessere di mosaico. Il passaggio a “catena di montaggio”, con l'introduzione del concetto di specializzazione a danno del tuttologismo - che nella sua accezione positiva è l'arte del tuttofare di stampo precapitalista e a cui siamo di nuovo, per necessità, ricondotti,- è stata la più grande strategia per esercitare appunto lo strumento di controllo soprattutto nel lavoro. Potendo contare su una eccedenza di manodopera -meglio ancora se nero e del sud, pronto all'istante a sostuire il pezzo umano mancante e senza il potere di creare danno complessivo alla macchina complessa. Se estendi il concetto di facile sostituibilità del pezzo di mosaico ecco che ottieni la prevalenza del “sistema” a danno del singolo, da non confondersi con prevalenza della collettività.
    Il meccanismo della parcellizzazione e della specializzazione è permeato, nel tempo, nella sfera pubblica e privata, modulando con forza devastatrice anche il pensiero. Quindi, e qui sta il vero danno, abbiamo iniziato anche a pensare in termini di piccolo pezzetto di puzzle sostuitibile, con tutti i meccanismi di sopravvivenza che questa precarietà di condizioni comporta.
    Con la stessa facilità si perde il lavoro, l'amore, la stima, la dignità, il rispetto, il diritto, giacché per un posto vacante ce ne sono altri duemila in attesa, per un rapporto sentimentale o famiglia ci sono altre duemila persone facilemnte reperibili, e così via fino alla esautorazione dei valori. E non abbiamo trovato altra soluzione di opposizione che adeguarci alla sete di sopravvivenza innescando la guerra tra poveri. Poveri e funzionali, avendo perso cognizione dell'insieme generale.

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  2. Soprattutto attualmente, la vera povertà è la miseria dell'umano...in quanto tale. :(
    Ciao Gus.

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  3. Sì Gus, è diventato tutto precario.
    Per fortuna la mia fede non è precaria,e la preghiera che innalzo al Signore, sempre, è di aiutarmi a fortificarla per essere credibile e di aiuto al mio prossimo, partendo dalla mia famiglia, dalla mia comunità,in ogni luogo dove mi trovo a vivere!
    Ciao Gus,
    'notte!

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  4. Sara, l'umanità è stata schiacciata da una montagna di euro, dollari e copechi.
    Ciao.

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  5. Dobbiamo consegnarci totalmente a Cristo.
    Ciao Gioia.

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