sabato 31 dicembre 2011

A volte ho parlato

Ai miei tempi (oddio come sono vecchio?! :-)) ricordo che per riuscire a capire bene una lezione a scuola bisognava anche che l' insegnante stesso avesse quel 'carisma' di poter farci interessare a ciò che diceva, cosa non facile , anche perché forse a quell epoca avevo anche sempre un po' la testa tra le nuvole....ora i tempi sono indubbiamente cambiati e
catturare l 'attenzione dei ragazzi sarà anche + dura, chi ci riesce penso però che possa coinvolgerli ancora meglio di una volta, ma basta poesie a memoria o date etc., bisogna interagire , non sarà facile ma se ci si riesce penso che i ragazzi ascoltino molto.

venerdì 30 dicembre 2011

Toscani lo ha detto chiaramente







Il suo obiettivo non è diretto a combattere l'anoressia come fenomeno sociale.

Il compito spetta alle istituzioni sanitarie.

Il ragionamento del fotografo è molto semplice.

Gli stilisti impongono un modello di ragazza magrissima.

I messaggi della moda sono recepiti dalle ragazze.

Quindi sotto accusa è il mondo della moda e chi partecipa alle sfilate.

Non dobbiamo dimenticare che gli stilisti più spregiudicati impongono, in

particolare alle ragazze dell'est, l'obbligo di dimagrire anche con l'uso

di anfetamine che tolgono l'appetito.

Zapatero ha vietato a Madrid agli stilisti di far sfilare ragazze anoressiche.

Non si fa in Italia dove la Moratti ha boicottato la protesta di Toscani.



Aggiunge Toscani:



Il problema è che nella nostra società è innegabile che la magrezza sia un valore. Magro piace, perché i vestiti cadono meglio su un corpo snello e il mondo della moda richiede modelle così e le ragazze vogliono dimagrire. È come nel caso della droga, se non piacesse a nessuno non sarebbero così tanti a consumarla. Ho realizzato questo progetto perché ho incontrato un'azienda seria e coraggiosa che pur occupandosi di moda ha scelto di denunciare questo problema così diffuso.


I giovani d'oggi



hanno un'esigenza di autenticità che è


sottilmente più acuta rispetto a un tempo.


Ma l'impeto di autenticità che ha preso forma


per contrasto com l'ipocrisia viene


subito travolto da un nuovo conformismo.


Allora l'agitarsi di questi giovani è molto


più rabbia che un impegno.


La conclamazione di valori ideologici


strumentalizzati dal Potere finisce


per stordire i giovani sempre più smarriti


per l'insicurezza del loro cammino e


l'impaccio nell'identificare una propria esigenza


prevalente.


Mancando un obiettivo di medio e lungo periodo


alla fine vengono ingabbiati all'interno


di un bisogno dominante che sembra quello


immediatistico che si consuma giorno dopo


giorno facendo scomparire l'autenticità iniziale.


giovedì 29 dicembre 2011

Ci sono




atei coraggiosi che sono pronti a sacrificarsi per la rivoluzione:


sono disposti ad abbracciare la croce, ma


senza Gesù.


Tra i cristiani vi sono "atei" di fatto che vogliono Gesù,


ma senza la croce.


Ora senza Gesù la croce è insopportabile e senza


la croce non si può pretendere di essere con Gesù.

mercoledì 28 dicembre 2011

Ognuno

di noi potrebbe provare una gioia
immensa seguendo la propria coscienza
scritta da Cristo, e invece si fa
trascinare dalla corrente del pensiero dominante.


martedì 27 dicembre 2011

La coscienza



La parola obbedienza è identica alla parola amicizia. Un'amicizia che non sia obbedienza è una cosa sentimentale, senza frutto né storia, senza scopo e senza durata, senza volto. Il volto è dato da qualcosa che ti è venuto davanti e ti ha smosso e, allora, hai incominciato a cercare di capirne le parole e a capire (incominciare a capire vuol dire incominciare a vedere quanto corrispondevano al tuo cuore).
 




lunedì 26 dicembre 2011

Lo zoppo

                         

Segui uno che ti sta davanti e corre spedito.




Cerca di imitarlo.


E' necessario capire ciò che dice, i passi che fa. I pensieri, le parole e i giudizi.


Bisogna prestare molta attenzione. Potresti imbatterti in un parolaio.


Comprendere le cose che uno dice esige semplicità, pretende avere il cuore da bambino.


Un qualcosa che si ha davanti, qualcosa di cui cerchiamo di afferrare le parole ed


infine imparare come chi precede riesce a far vivere le parole.


Lo zoppo ha una sola scelta. Correre verso l'animalità.


Identificarsi nella regola dell'istinto. La regola di fare quello che gli piace e pare.


sabato 24 dicembre 2011

Conoscenza per fede



La cultura, la storia e la convivenza umana, si fondano su questo tipo di conoscenza che si chiama fede, conoscenza per fede, conoscenza indiretta, conoscenza di una realtà attraverso la mediazione di un testimone.

Tu sei certo che Napolene sia esistito? Lo hai conosciuto? No, di certo, ma ci credi. Certo, è scritto nei libri di storia. Ma i Vangeli non sono una storia?

venerdì 23 dicembre 2011

Il capo della mafia di Gerico

 

 

 


Zaccheo è un pretesto. L'importante è che l'uomo creda che quello che è accaduto duemila anni fa è possibile anche oggi.
Vale a dire ognuno di noi deve aspettarsi che Cristo si manifesti.


giovedì 22 dicembre 2011

Il Potere




 
 
 
La realtà è proprio lo stupore dell'uomo che si domanda perché vive, perché è nato, perché tutto quello che vede è più grande di lui.
Il mistero è anche un'ape che costruisce il suo nido con la saliva che è un collante che resiste all'acqua, al freddo e al caldo.



 


la grande omologazione

Il panorama della vita sociale diventa sempre più uniforme,
grigio. Pensiamo alla grande omologazione di cui parlava
Pier Paolo Pasolini, così che viene da descrivere la situazione
con la formula: bisogna stare attenti che il P (potere)
non sia in proporzione diretta con una I (impotenza),
perché allora il potere diventerebbe prepotenza di fronte
ad un'impotenza perseguita, appunto, con la
riduzione sistematica dei desideri, delle esigenze e dei valori.
La fermezza della coscienza è minacciata dai
mezzi di comunicazione di massa e dalla
generale computerizzazione della società.

mercoledì 21 dicembre 2011

Leopardi, la Bellezza, il Vangelo di Giovanni

 



Il Poeta si era innamorato di una donna, poi di un'altra,


poi di un'altra ancora, ma capiva che era un'altra cosa quella che


cercava dentro il volto di una donna: la Bellezza, a cui nessuna figura


di donna rendeva totale giustizia.


Scaturì allora in lui quella che si può giustamente chiamare preghiera,


la preghiera di un ateo:











Se dell’eterne idee




L’una sei tu, cui di sensibil forma


Sdegni l’eterno senno esser vestita,


E fra caduche spoglie


Provar gli affanni di funerea vita;


O s’altra terra ne’ superni giri


Fra’ mondi innumerabili t’accoglie,


E più vaga del Sol prossima stella


T’irraggia, e più benigno etere spiri;


Di qua dove son gli anni infausti e brevi,


Questo d’ignoto amante inno ricevi.





Leggendo il


Canto alla sua donna


ho incominciato a capire l'inizio del Vangelo di Giovanni, "Il Verbo


si è fatto carne" mettendolo a confronto con questa lirica


che esprime il livello più profondo della ricerca umana.


L'uomo è, spesso inconsapevolmente, mendicante


della Bellezza, della Verità, della Giustizia, senza poterla


trovare in alcun luogo.


Ma la Bellezza fatta carne, la Verità fatta carne, la Giustizia fatta carne


sono tra noi, sono il Verbo di Dio, sono Gesù Cristo.



 
 

Il profondo dell'abisso umano

A Firenze Dostoevskij iniziò a scrivere "l'Idiota" e buttò giù molte delle riflessioni e degli appunti che lo portarono a "I Fratelli Karamazov" e al suo incompiuto disegno di grande romanzo.

Dostoevskij supera l'ipotesi che sorge in Nietzsche di un nichilismo lieve, o gaio, propagandato come modo di vivere da "turista", un po' distaccato e scettico tra le cose belle e le difficoltà del mondo.
Dostoevskij comprende che l'abisso dell'animo umano non si risolve nell'individuare una buona idea o una norma giusta, ma nel mistero della presenza di Cristo.




La deriva tecnologica



L'uomo tutto teso alla ricerca del nuovo, della crescita, del progresso, alla fine non si accorge di aver creato la tecnologia, un mostriciattolo senza etica. Metaforicamente diventa schiavo della tecnologia perché si è spinto troppo in avanti e non può tornare indietro facendo crollare il sistema economico.
Con le sue continue e sorprendenti vittorie, la tecnica ha determinato mutamenti strutturali dei modi di vivere e di pensare con conseguenze, a mio avviso, irreversibili. Si è imposta a livelli tali da destrutturare persone, modificandone fortemente il comportamento.
La logica dei "viventi non umani" ha ridotto il linguaggio a un insieme di simboli astratti, di formule e di segni di valore puramente strumentali e privi di qualunque spessore spirituale. Gli strumenti tecnologici, l’uso indiscriminato e irresponsabile che se ne fa, si sono imposti ovunque e hanno sconvolto la nostra mente, provocando danni di grande rilievo.
Come ha scritto Cifford Stoll: E’ facile parlare di velocità dei computer, di memorie Ram e di novità tecnologiche. Più difficile è gestire la frustrazione che queste cose generano, i loro costi (diretti e indiretti) e i loro effetti collaterali. Che cosa si perde quando si adotta una nuova tecnologia? Chi viene emarginato? Quali preziosi aspetti della realtà rischiano di venire calpestati?.
Altro che Star Trek e fantascienza, qui è l’apocalisse.
































martedì 20 dicembre 2011

La forza del voler aderire



La partenza di ogni nostro passo non può che essere




una gratitudine.




Senza gratitudine infatti non si può partire per nulla,


non c'è suggerimento, fascino, attrattiva e


quindi possibilità di connessione reale


con le cose.


Ma la vera gratitudine, o la verità della gratitudine,


riguarda il principio di tutto,


riguarda il nesso fra il Mistero e noi.


La fragilità nell'impatto con la realtà,


che può oscurare gli occhi nel guardare e infiacchire


la forza del volere nell'aderire, ha una sorgente di riparo e di aiuto:


è la grazia di Cristo.
 
 


 

Ridare dignità alla politica



Un partito che soffocasse, che non favorisse la creatività sociale


contribuirebbe a creare o mantenere uno stato prepotente


sulla società.


Tale stato si ridurrebbe ad essere funzionale solo ai programmi


di chi fosse al potere e la responsabilità sarebbe evocata


semplicemente per suscitare consenso a cose già programmate.


Perfino la moralità sarebbe concepita in funzione dello statu quo.


Pasolini diceva amaramente che uno stato di potere è immodificabile,


lascia, al massimo, spazio all'utopia o alla nostalgia


individuale perché è impotente.


Politica vera, al contrario, è quella che difende una novità di vita


nel presente, capace di modificare l'assetto del potere.
 
 
 

sabato 17 dicembre 2011

Il mio vicino

 




Io sono un libro aperto. La barba viene e se ne va. Sono un umorale, logicamente nelle piccole cose. Sulle grandi ho la forza di permanere in una scelta.

Il desiderio del cambiamento

Da oggi voglio iniziare il cambiamento della mia vita,
non da un punto di vista formale ma sostanziale.
Chi sono, cosa voglio, dove vado.



Le città hanno un cuore?







 



Il cuore della città è la sua forma e la forme d'un ville/ change plus vite, hélas!, que le coeur d'un mortel.
Perciò ci sono molte città nelle città, visibili e invisibili, felici e infelici, piene di sogni e segreti fourmillante cité, cité pleine de rêves, /où le spectre en plein jour raccroche le passant! Les mystères partout coulent comme des sèves/dans les canaux étroits du colosse puissants.

L'immigrazione








Forse sì, l'immigrazione è una sfida che stiamo perdendo.
Così come stiamo perdendo tanti, troppi treni, verso la vera libertà.
Se non ci sarà un risveglio delle coscienze obnubilate dal consumo e dai falsi valori, ci saranno tempi ancora più amari.

giovedì 15 dicembre 2011

La vita






E’ forse un cerchio dove camminiamo con allegria o tristezza, con passo pesante o veloce, con l’illusione mi muoverci mentre siamo in realtà immobili?

Oppure è un intricato viottolo di montagna che percorriamo con gran fatica e ci porta sempre più in alto senza mai raggiungere la vetta che pur scorgiamo?

Ossia una strada in discesa dove ogni passo compiuto si apprende qualcosa di nuovo fino a raggiungere la saggezza e scoprire chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo e che vogliamo?

Ovvero è un punto fermo che ci ripresenta il quotidiano sempre identico?


Forse è una corsa ad ostacoli. Partiamo tutti forti, prestanti, con la voglia,


in qualche modo, di vincere. Solo che non tutti hanno la stessa forza,


non tutti riescono a superare gli stessi ostacoli, perché non tutti hanno gli stessi, di ostacoli.


La vita non è uguale per tutti e purtroppo la casualità negativa tesse trame


differenti per ognuno, e magari ha deciso per alcuni di piazzare ostacoli alti,


altissimi.... e di mettere sassi, buche, atti a rendere il percorso ancora più arduo.


Perciò la visione che ognuno di noi ha di essa cambia.


C'è chi, durante la corsa, cade violentemente e riesce ad alzarsi,


si guarda le mani sbucciate ma in quelle stesse mani vede la propria forza.


C'è chi invece rimane steso a terra, magari aspettando la mano tesa di


qualcuno che lo aiuti a rialzarsi, ma spesso tutti quelli che passano


per la sua strada sono troppo presi per poterla tendere, quella mano d'aiuto.



Gesù Cristo







Cristo è una Presenza., non una storia.Ognuno ha un suo cammino, l'uomo cerca Dio sempre,è in continua ricerca, per questo c'è inquietudine. Quando lo troverà avrà una sua storia personale con Lui che chiarirà e farà splendere il mosaico dell'esistenza.



martedì 13 dicembre 2011

Lo sguardo rivelatore

Leggendo i Vangeli ho avuto la certezza che il miracolo più grande, da cui i discepoli erano colpiti tutti i giorni, non era quello delle gambe raddrizzate, della pelle mondata, della vista riacquistata.

Il miracolo più grande era quello di uno sguardo rivelatore dell'umano cui non ci si poteva sottrarre. Non c'è nulla che convinca l'uomo come uno sguardo che afferri e riconosca ciò che esso è, che scopra l'uomo a se stesso.
Gesù vedeva dentro l'uomo. Una donna di Samaria che in una conversazione al pozzo sentì raccontarsi la sua vita, e proprio questo riferì agli amici: " Mi ha detto tutto quello che ho fatto!".
A Matteo, il gabelliere, Gesù passando disse semplicemente: " Vieni".
La capacità di cogliere il cuore dell'uomo è il miracolo più grande, il più persuasivo.
Gesù si impone alle coscienze. Egli è a casa sua nell'interiorità degli altri.
Non si limita a dichiarare una dottrina che sa per scienza o che ha appreso per Rivelazione.
Egli tratta, si può dire, di una faccenda personale.

 

La felicità




Il grido proprio dell'uomo è domanda di felicità.

In questo grido sta la radice, il seme della creatività.

Il soffocamento del grido della felicità equivale

allo spegnimento della scintilla dell'inventiva.

Oggi c'è la tecnica, come applicazione della scienza,

la quale dice un'infinità di piccole verità in funzione di una gran menzogna.

Quando non c'erano né jet né missili, Leopardi

poteva immaginare:




Forse s'avess'io l'ale
da volar su le nubi,
e noverar le stelle ad una ad una,
o come il tuono errar di giogo in giogo,
più felice sarei, dolce mia greggia,
più felice sarei, candida luna.





Oggi che l'uomo che va con i missili a contar le stelle

ad una ad una, non credo sia di un granello più felice.

La felicità è qualcosa d'altro.












La Libertà


La libertà è innanzitutto capacità di una percezione
che nasca da di dentro, determinata da qualcosa
che suscita l'interesse dell'io: quel complesso
di esigenze e di evidenze che costituiscono il volto
originale dell'io, la struttura dell'umana natura.
Tale percezione istituisce un paragone  tra ciò in cui
l'io si imbatte e ciò che lo costituisce originariamente.
E' questo paragone che dà all'uomo la possibilità di cercare
la soddisfazione.
La percezione che coinvolge l'io è l'inizio della liberazione,
perché è l'inizio della ricerca di un modo di rapporto con
la realtà che soddisfi, cioè corrisponda, risponda a ciò che pre-occupa l'io,
a ciò che teologicamente si chiama cuore.



Il premio Nobel


Prima dell'Incarnazione Dio aveva parlato e quello che aveva detto era scritto nei libri. Mancava una presenza viva. Certo, si può obiettare che i profeti hanno spiegato le parole del Verbo, ma non bastava.
Mettiamo il caso che i genitori dovendo educare i figli prendano un manuale e lo diano ai ragazzi dicendo loro: "Qui c'è tutto quello che dovete sapere e applicare". Un fallimento.
In effetti il credente si è trovato nella stessa situazione.
Il Verbo si è fatto Carne per far comprendere come presenza viva, cioè con la presenza che opera e ti parla direttamente.
L'uomo ha conosciuto lo sguardo del dio vivente.
Uno sguardo rivelatore dell'umano cui non ci si poteva sottrarre. Non c'è nulla che convinca l'uomo come uno sguardo che afferri e riconosca ciò che esso è, che scopra l'uomo a se stesso.

lunedì 12 dicembre 2011

La Chiesa



Se la Chiesa dice di sé: io sono una realtà fatta da uomini, che veicola qualcosa di eccezionale, cioè il divino, non la si può giudicare nel suo valore profondo elencando i delitti e le ristrettezze degli uomini che fanno parte della Chiesa stessa. Al contrario, se nella definizione di Chiesa entra l'umano come veicolo scelto dal divino per manifestarsi, in tale definizione potenzialmente entrano anche quei delitti.


Ciò che intendo dire è che nefandezze e angustie non costituiscono materiale di giudizio sulla verità della Chiesa.


La Chiesa, secondo i Vangeli, è stata voluta da Cristo che ha indicato in Pietro l'uomo designato. Cristo conosceva i difetti di Pietro. Sapeva anche che lo avrebbe rinnegato per viltà.


I difetti ci saranno sempre e comunque. Allora scegliere di fissare lo sguardo su di essi è un modo fatale per scegliere di non guardare i valori.


Un alibi per non aderire mai, per non dover mai cambiare se stessi.


San Francesco per esempio non si è scandalizzato e non lo ha fatto nemmeno Caterina da Siena


che indirizzava lettere di fuoco contro la mafia di Avignone e a Gregorio XI che era il papa.

Montale














Montale



Sotto l'azzurro fitto del cielo qualche uccello di mare se ne va; né sosta mai: perché tutte le immagini portano scritto:

"più in là!".



Così termina la poesia di Montale "Maestrale".

Questi versi mi colpiscono molto per la capacità del poeta di rendere il mare, le rocce e gli uccelli cose vere, profondamente comprensibili al nostro pensiero.

C'è profumo di infinito.

Noi siamo gli uccelli e a noi è data la possibilità di scegliere di stare appollaiati sul ramo di un albero ad ammirare le montagne e la linea dell'orizzonte, oppure di aprire le ali e svoltare dietro la montagna e varcare l'orizzonte per scoprire ciò che prima non immaginavamo.

domenica 11 dicembre 2011

I cambiamenti











sono imposti dal Potere che cerca di ridurre l'uomo ad una cinghia di trasmissione del consumo.
Si verifica una dissociazione dell'Io La ragione corre verso la follia e l'affettività diventa solo un
fascio di reazione agli stimoli imposti dal potere. La moda, i rapporti con gli altri, i consumi inutili.
Insomma tutto quello che appiattisce i cervelli.

sabato 10 dicembre 2011

I Beati Maria e Luigi Beltrame Quattrocchi

La giornata cominciava così: Messa e Comunione, insieme. La sua passione per la Liturgia, oltre a fargli leggere la messa del giorno ad alta voce mentre mi preparavo, lo spingeva a portar sempre il messalino, e a seguirlo, pur conoscendone l'ordinario a memoria, rigo per rigo. Usciti di Chiesa mi dava il "buongiorno" come se la giornata soltanto allora avesse il ragionevole inizio. Ed era vero. Si comprava il giornale, e salivamo a casa cominciando ad entrare nella vita quotidiana. Egli al suo lavoro, io alle mie occupazioni. Ciascuno per conto proprio, ma portando ognuno, incessantemente, la presenza dell'altro. Ci ritrovavamo all'ora del desinare, e con quanta gioia aspettavo e udivo mettere la sua chiave nell'uscio di casa, ogni giorno, ogni volta benedicendone con tutta l'anima il Signore. Conversazione serena che si faceva lieta e scherzosa, a mano a mano che il riposo lo ritemprava, che le notizia, le cose della casa lo interessavano. Vita serena, intellettuale, interessante, intima e riposante. Mai fatua, mai triste o pessimista. Non sorvolata, ma animata sempre dalla gioia della conquista che portava con sé ogni minuto, con la gioia di stare insieme, sempre nuova.








Monti

 
 
 
 
Quanto a Monti delle due l'una: o pensa davvero che la manovra che ha messo in atto sia equa ed allora penso che sia urgente chiamare il 118 per ricoverarlo d'urgenza in qualche clinica psichiatrica.

Oppure semplicemente subisce il ricatto delle forze politiche che, in caso contrario, minacciano di far saltare il banco.

Se è vera questa seconda ipotesi, faccio solo un'osservazione: avrebbe dovuto avere la dignità di non accettare l'incarico autonominandosi salvatore della patria per poi scodinzolare al seguito di Berlusconi e dei suoi cortigiani, piatendo benevolenza per paura che il governo cada.

Io penso che un uomo di stato si dovrebbe comportare in modo affatto diverso e fare quello che è giusto lasciando ai vari stronzi del parlamento ed ai segretari dei partiti l'onere di far cadere il governo.
Non credo proprio che sarebbe stato tanto facile per quei partiti di merda che ci ritroviamo prendere una decisione del genere per una imposta patrimoniale o per altri provvedimenti che facessero pagare di più a chi ha di più.
Immagino quanti consensi avrebbero raccolto tra quei cittadini che secondo te hanno partecipato al banchetto ed ora si rifiutano di pagare il conto.

Se B. ha dato le dimissioni è perché ha avuto paura del disastro economico che toccava nel vivo i suoi privati interessi( Mediaset andava a picco in borsa), altrimenti di lì non lo schiodava nemmeno Gesù Cristo.
E credete davvero che avrebbe messo a repentaglio le sue aziende per una patrimoniale qualunque o per sacrifici un po' più equamente distribuiti?
Per parlare poi del Pd bisognerebbe che esistesse.


venerdì 9 dicembre 2011

I Sacramenti

La vita di Cristo è la morale perché le regole della Chiesa sono l'applicazione degli insegnamenti di Cristo.
Per capire l'amore come Cristo lo intende dovremmo essere anche noi Cristo.
Per esempio i Sacramenti non li ha inventati la Chiesa ma sono istituiti da Cristo.

Battesimo.
Confermazione.
Eucarestia.
Penitenza.
Unzione degli infermi.
L'Ordine.
Il Matrimonio.

I sacramenti toccano tutte le tappe della vita del cristiano.

Il Battesimo è il fondamento di tutta la vita cristiana perché apre l'accesso agli altri sacramenti.
Nei Vangeli è scritto che Gesù stesso che era immune dal peccato originale volle farsi battezzare dal Battista.

La prima origine del sacramento della Confermazione risale agli Apostoli che attraverso l'imposizione delle mani comunicavano il dono dello Spirito a completare la grazia del Battesimo.

L'Eucaristia fu istituita nell'ultima cena da Cristo:

Matteo:

Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: "Prendete e mangiate; questo è il mio corpo".
Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: "Bevetene tutti,
perché questo è il mio sangue dell'alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati.
Io vi dico che da ora non berrò più di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio".

Il sacramento della Penitenza:

E detto questo, soffiò su loro e disse: Ricevete lo Spirito Santo. A chi rimetterete i peccati, saranno rimessi; a chi li riterrete, saranno ritenuti" (Gv 20:22-23).

L'Unzione degli infermi:

Gesù chiede ai malati di credere. Si serve di segni per guarire: saliva e imposizione delle mani, fango e abluzione.


Il sacramento dell'Ordine è quello grazie al quale la missione affidata da Cristo ai suoi Apostoli continua ad essere esercitata nella Chiesa. E' dunque il sacramento del ministero apostolico.

Il Matrimonio:

Alle soglie della sua vita pubblica, Gesù compie il suo primo segno, su richiesta di sua Madre, durante una festa nuziale, le nozze di Cana.
Vi riconosce la conferma della bontà del matrimonio e l'annuncio che ormai esso sarà un segno efficace della presenza di Cristo.


giovedì 8 dicembre 2011

L'adultera


La morale cristiana è solo Cristo. Gesù guarda solo un istante l'adultera e da allora lei non guarderà più a se stessa, non vedrà più i rapporti con gli uomini se non dentro lo sguardo di quegli occhi.
L'inizio della moralità è quella attrattiva che perdura nel tempo, anche se la presenza fisica di Cristo non c'è più.
Il resto è sovrastruttura. A volte deleteria.

Il gioco del libro

"Il curatore, che era riuscito a mettersi carponi, si immobilizzò e voltò lentamente la testa. A soli cinque metri da lui, dietro la saracinesca, si scorgeva attraverso le sbarre l'enorme silhouette del suo assalitore. Era un uomo alto, dalle spalle larghe, la pelle pallida come quella di uno spettro, i capelli bianchi radi. Aveva le iridi rosa e le pupille rosso scuro".




Si tratta della prima pagina di un libro famoso. Esattamente è la quinta frase.
Dovete indovinare il titolo del romanzo.
Nel vostro blog potete fare altrettanto.

La fede vissuta con radicalità

Occorre un'intelligenza della bellezza, non un'intelligenza del nostro progetto. La bellezza è il fascino del
 
vero. L'intelligenza della bellezza è per sua natura aperta, tutta protesa ad affermare qualcosa di più
 
grande di noi, che ci strappa continuamente alle nostre immagini. Del resto, non c'è niente di più
 
terribilmente deludente e disfacente di un proprio progetto che si riesca accanitamente a realizzare. La
 
vocazione della vita è allora una sola: essere a disposizione, non sistemarsi o possedere


mercoledì 7 dicembre 2011

la capacità di commuoversi: Gramsci



La capacità di commuoversi è la qualità che manca ai politici italiani.
Per questo hanno delegato i loro poteri a entità senza etica come l'economia e la tecnologia.


















La coscienza dell'io impedita

Sembra talvolta che la logica del potere vinca: era l'impressione che avevano anche gli apostoli. Ma la vittoria del potere è apparente ed effimera: non cedendo alla mentalità dominante noi facciamo diventare la nostra vita funzione permanente, funzione di ciò che dura nella storia, la verità, la giustizia l'amore. Dice Anna Vercors ne l'Annuncio a Maria di Paul Claudel. Dobbiamo essere attenti, perché la vittoria del potere cerca il suo spazio nella nostra quotidianità, non quando andiamo facendo discorsi, prendendo posizioni o analizzando. Il potere cerca di farsi spazio in noi travolgendo la nostra fragilità. Il valore e la consistenza dell'uomo si esprime di fronte alla realtà in un modo nuovo di usare il tempo, di attraversare la fatica, di amare, di superare l'estraneità. E' questa la rivalsa della persona sull'alienazione voluta dal potere.

lunedì 5 dicembre 2011

Galileo Galilei



Il merito maggiore che va riconosciuto a Galilei nella storia del pensiero scientifico è quello di aver attribuito alla matematica il ruolo di linguaggio specifico della filosofia della natura.


La fisica sperimentale è tale non semplicemente perché procede per mezzo di esperimenti, ma perché fornisce quegli strumenti concettuali che sono a fondamento delle dimostrazioni certe; e può farlo nella misura in cui secondo Galilei è la stessa natura ad essere strutturata secondo un ordine matematico-geometrico.


L'esigenza primaria del metodo galileiano è quella di non porre distinzioni tra l'approccio scientifico alle questioni naturali e la riflessione filosofica sulla natura: le due vie con cui si conosce la realtà non possono mai contraddirsi, sebbene procedano secondo modalità diverse. La Bibbia, infatti, essendo dettatura dello Spirito Santo necessita di essere continuamente interpretata e chiarita, mentre la natura, essendo osservantissima esecutrice degli ordini di Dio non esige ulteriori spiegazioni, poiché il suo corso è inesorabile e immutabile


Galilei non era uno stinco di santo. Non legge la Bibbia, non va a Messa, se non di rado. Si considerava un cattolico, anche se si sarebbe messo nella classe dei peccatori, perché non aveva una vita morale irreprensibile.


Non parla mai di Cristo e il suo è più un Dio della natura.



Assodiamo che il compito della fisica era etimologicamente, per lui, la conoscenza della natura.


Ma certo non in modo aristotelico, a Galileo poco interessava la conoscenza dell’essenza dei fenomeni, quanto la determinazione delle leggi che regolavano il corso dei fenomeni stessi.




In questo Galileo è stato rivoluzionario.




Nei discorsi sui massimi sistemi ad un certo punto, lui fa pronunciare a Salviati queste parole che cito testualmente: " Non mi pare tempo opportuno di investigare al presente della causa dell'accelerazione del moto naturale, intorno alle quali da vari filosofi varie sentenze sono state approfondite".


Il rapporto causale diviene fisico con Galilei la concezione diviene scientifica e non più metafisica.

















sabato 3 dicembre 2011

chi era Manu


 

 



Ieri, se non è stato un sogno,

sono andato a trovare le caprette.


Lascio uno spazio vuoto per permettervi di lasciare libero sfogo al vostro stupore.

Stavo su questa sedia, con il monitor e la tastiera.
E' venuta mia moglie:
"Augù, la parrucchiera è piena di clienti.
Vorrei andare a trovare le caprette.
Vuoi venire?".

Sono rimasto perplesso. Non conosco caprette.
Difficilmente dico di no a mia moglie.
Camicia, jeans, e l'avventura è cominciata.

Lei indossava un abitino grigio e una sciarpa di seta curiosa. Pure grigia, ma enorme.
Un filo di colore sulle labbra, occhi celeste chiaro, i capelli biondi.
Nelle mani qualche foglia di verdura.

Il posto delle caprette non era lontano.
A sud dello Stadio Adriatico. Un prato verde, ai margini della pineta dannunziana, dalle tamerici salmastre.

Tante volte mi era capitato di passare di lì, ma le caprette non le avevo mai viste.

Sì, le caprette ci sono. Anche le galline e un piccolo cinghiale nero.

Le bestioline hanno visto Manu e si sono presentate.
Ha offerto la verdura, le ha chiamate per nome.
Ho l'impressione che le caprette abbiano risposto.

Ho chiesto a Manu: " Ma le conosci da tanto le caprette?"
Mi ha risposto: "Sì, da tanto. Mentre tu eri al lavoro, avevo sempre un attimo di spazio
libero per trovare le mie amiche". 
 



il pioppo tremulo







Il pioppo nero è immortale.
Ho visto un piccolo ramo che sta facendosi strada, malgrado l'idiozia degli ignavi.